Nessun Commento 4/Latina verso i 100 anni TRAFFICO E MOBILITA’, ORRENDO PASTICCI
Latina si avvia a festeggiare i suoi primi 100 anni in condizioni penose. Abbiamo esaminato nei precedenti tre articoli alcuni settori di vita organizzata della Città e ne abbiamo evidenziato le clamorose deficienze, a cominciare dal penoso stato di abbandono nel campo della pulizia urbana, e il vergognoso “prato alla pontina” che occupa pressoché tutti i marciapiedi. Chi cammina per la Città ne scopre sempre nuove carenze proprio nel settore della sporcizia di strade, marciapiedi, quartieri. Lo storico Angelo Del Boca, in un reportage del dopoguerra definiva Latina come “città decrepita”: e allora Latina di anni ne aveva solo una ventina. E se Del Boca potesse tornare oggi?
Oggi più che decrepita può essere definita una Ghost Town, una città fantasma, di quelle che nel Far West venivano abbandonate alla distruzione. Mancano qui solo le musiche di Ennio Morricone.
C’è un altro settore abbandonato a se steso: il settore dell’Automotive, come dicono quelli che parlano moderno. Il settore della organizzazione del traffico urbano privato e pubblico “brilla” solo per la recente riforma nel campo delle tasse di stazionamento (che nessuno controlla, neppure i poveri contrattisti che, muniti di apposita tuta che li qualifica collaboratori del traffico, sono pressoché ignoti al 90% della Città). RILEVAZIONI STATISTICHE. Ma come si può fare un piano del traffico se da trent’anni (forse) non si compie una rilevazione statistica delle macchine che entrano ed escono dalla città ogni giorno da direttrici sempre nuove (avete mai visto quelle che vengono da via Piave, dall’Epitaffio, da Tor Tre Ponti, da Sabaudia, dalla 156, dalla Pontina, dal mare e si dirigono verso il centro città, occupando “manu militari” fin dalle 8 della mattina ogni metro di marciapiedi? Come si può pensare un programma ignorando del tutto i numeri che affastellano le strade persino della periferia?
UN PIANO PARCHEGGI? Diamo un numero a casaccio: 40-50 mila macchine? E come si gestiscono questi “arrivi” quando neppure i residenti sanno dove andare a mettersi? Non esiste un piano-parcheggi, magari da dislocare in periferia, nelle poche aree ancora libere dalla edilizia che continua a divorare territorio, e magari affidandosi a un sistema di navette da e verso quei parcheggi?
UN’AREA TORMENTATA. E come si può programmare (cioè prevedere, organizzare, controllare e correggere) se solo nella limitata e un tempo contestata area pedonale centrale, in meno di un anno sono state fatte tre o quattro cose diverse: aperta al traffico da corso Matteotti a via Diaz; disegnati e ridisegnati in vari colori stalli e strisce pedonali (in area pedonale!) , cancellate, ridisegnate, occupate da teatrini, palcoscenici, mostre e persino da un villaggio “agricolo”, per poi eliminare il tutto e piantare delle goffe e racchie fioriere di deperibile travertino (una è già stata scassata e sostituita) prive di gusto, di estro e di praticità e tanto meno di un qualche sapore nuovo (ci dispiace per la solerte assessora Muzio); poi è iniziata l’era del dipingere l’asfalto con resine dai colori bianco-grigio-celestino che, però, stanno già scomparendo grazie alla inciviltà di chi vi passeggia bevendovi e mangiandovi e masticandovi chewing gum lasciandovi vistose tracce del lopro passegio, e sotto il transito dei furgoni e camion che debbono forzosamente passarvi sopra almeno in alcune ore del giorno, lasciando vistose tracce di pneumatici…
LE “ZEBRE”. STANNO IN AFRICA. E le strisce per gli attraversamenti dei pedoni (le c.d. zebre)? Ne stanno, finalmente, mettendo su via don Torello, che è sempre un canale trafficatissimo, una marmellata di infrazioni stradali, di incroci non segnalati, e di mancati urti e investimenti. E si è cominciato, all’interno, co via Fabio Filzi, cosa giusta perchhé la via è un pista di lancio veloce; ma si è cominciato imbiancando due strisce proprio davanti al marciapiedi del palazzo Inail che ha il marciyapiedi sfondato da mesi che vieta al pedone l’accesso, lasciandolo in mezzo alla strada: E la Ciorconvallazione non avrebbe meritato la preedenza assoluta, visto il caotico traffico che accoglie; e il restante 98% della Città?
I VIGILI SCOMPARSI. Ma da quanto tempo i cittadini di Latina non vedono in strada un vigile urbano (sono quelli con la divisa bianca: e fu proprio Latina a suggerire il disegno delle divise che poi sarebbero state adottate dalla Regione per tutto il Lazio!). Si potrebbe dire: a Latina gli automobilisti sono tutti educati e corretti, per cui i Vigili non servono. Sarebbe una menzogna colossale. Latina ha incrementato il numero degli incidenti (i giornali ne riportano almeno un paio al giorno) e le compagnie di assicurazioni sono corse ai ripari aumentando le tariffe.
E siete mai passati per viale dello Statuto in qualsiasi ora del giorno? Basterebbe assumere due Vigili che si ripagherebbero lo stipendio con le contravvenzioni giornaliere. Auto in doppia fila, camion che si mettono agli angoli dei bivi, macchine parcheggiate di traverso, o che occupano anche le fermate dei bus urbani, per cui questi debbono eseguire le fermate al centro della strada; le poche tracce di strisce pedonali sono isole felici, ma servono per parcheggiarvi sopra. Tanto non c’è nessuno che solleciti l’indisciplinato automobilista a comportarsi correttamente.
I GARAGE URBANI. Ed è mai stato fatto un sondaggio di quanti dei garage urbani (obbligatori per la legge sulle nuove costruzioni) sono stati, invece, trasformati in magazzini di mobili vecchi, in depositi casalinghi, per cui i proprietari parcheggiano sulla strada e pretendono che i loro ex-garage non siano disturbati da affannati parcheggiatori. Perché chi ne è proprietario non vi parcheggia, anziché occupare altro suolo mandando a ramengo la legge che li prevedeva per eliminare che le strade siano sempre ingombre?
Ma è inutile continuare ad elencare: parliamo di un settore che non esiste nei programmi del Comune; esiste solo perché si deve avere un assessore al traffico e alla mobilità, che però nello specifico resta immobile.
Signori, mi fermo. Mi sembra di sparare sulla Croce Rossa. Così si diceva un tempo quando qualcuno se la prendeva con qualcun altro indifeso e privo di idee. Ma parliamo di Amministratori della “nostra” Città e qualcuno dovrà pur chiedere ragione di queste deficienze ormai strutturali. E anche costose.






