10 Giugno, 2024 - Nessun Commento

LAVORI A SANTO STEFANO, IL COMMISSARIO MACIOCE FA IL PUNTO

E’ tornato a riunirsi ieri il TIP del CIS Ventotene in cui Giovanni Maria Macioce, Commissario Straordinario di Governo preposto alla sua guida, ha ripercorso l’avvio del suo mandato. L’attività fin qui portata avanti con la collaborazione di tutte le Amministrazioni coinvolte ha avuto come ricaduta concreta l’avvio della Progettazione Definitiva del futuro polo culturale di Santo Stefano, l’esito positivo della ricerca dell’area per il ‘lotto funzionale’ a Ventotene, la verifica positiva da parte del Commissione VIA dell’ottemperanza della condizione ambientale n.6 riguardante il progetto di messa in sicurezza della falesia sopra lo scalo della Marinella che consentirà l’avvio della conferenza dei servizi sul progetto e – dopo la sua approvazione – l’espletamento della gara e la successiva realizzazione dell’intervento di messa in sicurezza. I lavori, una volta ultimati, consentiranno di riclassificare il grado di rischio della falesia permettendo così la possibilità di effettuare i lavori dell’approdo. Tra le iniziative ricordate c’è l’avvio delle attività per la realizzazione del Museo di Santo Stefano, coordinato dalla DG Musei che, coinvolta dal Commissario, ha ipotizzato l’ipotesi di rilasci progressivi dei lotti museali in modo da non aspettare la conclusione dei lavori per l’apertura. A seguire il Commissario ha ripercorso la centralità della relazione con la Comunità ventotenese con i due eventi da lui organizzati per favorire il coinvolgimento diretto delle persone, cittadini ma anche studiosi e appassionati, invitati prima alla Biblioteca Nazionale di Roma e poi a visitare l’ex carcere di Santo Stefano nella prima ‘Giornata della Conoscenza’.

Grande spazio nell’incontro è stato dedicato al futuro lotto, la cui area è stata dopo lunghe ricerche identificata dove un tempo sorgevano i cameroni della cittadella confinaria (abbattuta e mai ricostruita) grazie alla collaborazione con l’Agenzia Regionale del Demanio. La direttrice Maria Antonietta Brizzi ha esposto un’accurata informativa tecnico-legale ricca di dati e prove documentali storiche che assevera il titolo catastale demaniale di dette aree, prodromico alla realizzazione del lotto funzionale (la struttura “di appoggio” alla Scuola di Alta Formazione di Santo Stefano che darà la possibilità, anche in condizioni meteomarine avverse, di garantirne le funzioni).

Macioce ha poi esposto i punti ancora non risolti, ma prioritari, per il Progetto, tra cui l’ottemperanza alle prescrizioni VIA che hanno rallentato la progettazione dell’approdo; il Collegio Consultivo tecnico attivato dalle imprese affidatarie dei lavori di messa in sicurezza; e il Quadro delle risorse. Ha poi preso la parola Andrea Nardone, coordinatore della Struttura Commissariale, che ha ripercorso la storia del CIS Ventotene.  Nardone ha informato che si sta definendo un quadro delle esigenze aggiornato che sarà sottoposto dal Commissario al Governo. Rispetto ai risparmi ottenuti dalle variazioni progettuali a seguito delle prescrizioni contenute nel decreto VIA e dell’esito della conferenza dei servizi preliminare sul progetto di fattibilità tecnico-economica, Nardone ha specificato che sono stati riassorbiti dal nuovo prezzario della Regione Lazio che ha stabilito un incremento del 25%.

L’ing. Luigi Guerci, Responsabile Unico del Contratto, ha quindi informato il Tavolo che, per effetto dalla legge 60/2024, viene meno la figura del RUC e ha quindi comunicato la sua decadenza a partire da fine luglio, passando poi a esporre la relazione da lui presentata al CIPE sull’andamento del CIS nel 2023, in cui ha rappresentato l’andamento del progetto durante l’alternanza dei Commissari, con la decadenza di Silvia Costa a gennaio ‘23 e l’insediamento a distanza di 8 mesi di Giovanni Maria Macioce. La riunione è proseguita con l’aggiornamento sulla costituzione della Fondazione di Partecipazione, il soggetto che gestirà il futuro Bene, rispetto alla quale Mara Curti, responsabile legale della Struttura Commissariale, ha annunciato che sono stati definiti tutti i rappresentanti dalle diverse amministrazioni che si riuniranno a metà giugno. Durante l’incontro c’è stata anche la presentazione dell’ing. Wanda D’Ercole, Direttore Regionale nominata referente unico al Tavolo e del dott. Alessandro Betori, Dirigente della Soprintendenza ABAP per le provincie di Latina, Rieti e Frosinone, insediatosi due settimane fa, accompagnato dalle collaboratrici, l’arch. Federica Vitarelli e la dott.ssa Chiara Arrighi. “L’iter che abbiamo intrapreso consentirà al Progetto di procedere verso la sua realizzazione finale senza ‘intoppi’: nel 2016 non era stato costituto il CIS che è, e rimane, la chiave per poter realizzare un obiettivo così complesso come il recupero dell’ex carcere borbonico, un gioiello che tutto il mondo ci invidia e che diventerà un grande attrattore culturale in grado di attirare turismo e progettualità” ha detto Macioce.

11 Aprile, 2024 - Nessun Commento

L’ISOLA CHE E’ SPARITA: C’E’ UNO STUDIO DIETRO QUELLA DECISIONE?

E’ davvero difficile restarne fuori. Intendo parlare della ex “isola pedonale”. Era sopravvissuta a diversi sindaci, diverse maggioranze politiche, diversi appelli di qualche commerciante che desidera avere clienti motorizzati. Alla destra di AN sono bastati pochi mesi per smontare un “giocattolo” che era ormai diventato un patrimonio della città. Una delle più ampie piazze d’Italia, che aveva calamitato spese per spartitraffico e impedimenti per gli accessi abusivi, è stata restituita alla sosta delle auto. Con un can can di polemiche che si susseguono da giorni. Il tutto sapete per quanti posti auto? Una trentina, inclusi tre stalli per disabili. Ma è stata realizzata anche una pista ciclabile, rossa e costosa. Ma gli amministratori assicurano che durerà poche settimane. Ne è stata prevista la cancellazione nello stesso momento in cui essa veniva dipinta con vivaci e allegri colori da campo-da-tennis.

Personalmente viaggio a piedi in città, per cui a quei trenta stalli non sono interessato né d’estate, né d’inverno. Ma sono cittadino di Latina da diversi decenni, per cui mi preoccupo un po’ per la gestione dei soldi. Non sono molti? Sono punti di vista. Tra abbondanza di vernice bianca (che viene risparmiata per le strisce pedonali!) e rosso-ocra, segnaletica orizzontale sbagliata, e promessa di prossimo venturo smantellamento, mi sembra davvero una cosa poco saggia. E niente affatto conveniente. Ma, non sapendo se quei posti-macchina saranno soggetti alle leggi del pagamento della sosta (le strisce sono bianche, non blu come in tutta la Città)  viene da pensare che quei trenta posti saranno ideali per i consiglieri comunali quando il Civico Consesso sarà convocato. Ma sono malignità.

Piuttosto, una domanda nasce spontanea: gli Amministratori  pensano di aver risolto il problema dei parcheggi sottraendo una piazza-isola pedonale alla libertà dei cittadini che non amano le macchine dappertutto, o dei ragazzi che si divertivano con lo skate board e con le bici e che ora sono stati privati dello spazio indispensabile ai loro giochi in sicurezza?

Per quanto ne so – e cerco di seguire, come tutti i cittadini, le cose che riguardano la Città in cui vivo – non mi risulta che questa balzana decisione sia stata assunta dopo aver effettuato un serio
studio sui volumi e le direttrici di traffico che intasano le vie di Latina. Non credo che, almeno negli ultimi anni, sia stata mai eseguita una rilevazione dei numero delle macchine che esistono a
Latina e di quelle che provengono ogni mattina dai centri vicini. E come è nata, allora questa balzana decisione? Non lo so, ma mi piacerebbe saperlo.

Io ho una mezza idea di come il Comune dovrebbe agire, ma me la tengo per me per non essere giudicato presuntuoso. Ma sono disposto a cederla gratuitamente all’Assessore al traffico e agli Assessori con lui collegati.

16 Marzo, 2024 - Nessun Commento

LATINA NON E’ LA CAPITALE DELLA CULTURA (GIUSTAMENTE)

E’ capitato anche a me – che sono cittadino residente a Latina da oltre 60 anni – di pensare a Latina come una città dalle grandi prospettive (il melting pot ha “fatto” gli Stati Uniti d’America, pur con tutte le contraddizioni possibili); a una città dalle grandi ambizioni; A una città dal potenziale non ancora interamente rivelato.
Ma mi è anche capitato di pensare (e di scriverlo) che Latina non ha la vocazione di “capoluogo di Provincia”. Negli oltre 60 anni di mia residenza a Latina ho cercato nel mio piccolo angolo di competenza e di incarico dirigenziale di non avere  mai, dico mai, avuto la possibilità di parlare e/o di scrivere di una sola iniziativa assunta dalla dirigenza politico-amministrativa della Città verso gli altri 32 Comuni della Provincia. Littoria (il vecchio e usurato nome di Latina) è nata quasi ultima (dietro di essa ci sono Sabaudia, Pontinia e Aprilia) è arrivata quasi per ultima tra i 32 Comuni che formano la provincia di cui avrebbe dovuto essere Capoluogo (con tutti i privilegi e tutte le responsabilità di fomentare una intesa con le altre comunità dalle quali la dividevano cultura,  popolazioni, usi, e soprattutto STORIA) e invece né Littoria, né Latina sono state tanto ispirate da promuovere la solidarietà di Provincia, la fusione di interessi in luogo della divisione di pensieri e di precedenti: mezzo romana e mezzo campana, senza storia vera da raccontare se non come “territorio del papa”, cioè fatto altrove; senza uno studio sul territorio per cercarne le premesse. Forse vide bene uno storico del colonialismo, Angelo Del Boca, che negli anni Cinquanta appena spuntati, ebbe a definirla una città vecchia prima di essere giovane, più o meno.

Ma perché tutta questa “tirata”? Perché ho resistito alla tentazione di scrivere prima, ma non riesco a non scrivere ora, dopo che la frittata è stata fatta. La frittata si chiama “Latina capitale della
Cultura”.  Ci voleva molto coraggio per candidarsi a una funzione così impegnativa. E difatti, la prima cosa fatta è stata affidare ad una professionista dell’Alta Italia la funzione di coordinatrice della candidatura di Latina capitale della Cultura. Una ammissione di mancanza di orgoglio. Non è colpa della professionista incaricata (ma è parsa un po’ supponente), è colpa di chi l’ha assunta. In Italia vi sono alcune professioni che abilitano a fare tutto. Una di queste è essere medico, l’altra essere architetto, poi c’è l’avvocato. Se consultate gli incarichi, vedrete che c’è sempre uno di questi professionisti. Non è detto che si possa imparare la vita e la cultura di una città distante 500 km. Non ho nulla contro questi professionisti: ve ne sono davvero bravi. Stavolta è andata così così, se sono vere le frasi accreditate  alla “nostra” e tra esse che a Latina esistono 8 alberghi a 4 stelle. Magari! Non si può spacciare per verità una non-verità come gli 8 alberghi.

L’architetto Maurizio Guercio si è divertito a beccare altre sciocchezze: con quanto denaro Latina intendeva partecipare alla propria vittoria? 500 mila euro, contro i 25 milioni di L’Aquila, che
ha vinto. E con quali partner? Il nulla. E chiamando a raccolta quanti Comuni? Nessuno (ma Latina ha presentato come propri atout il mare di Sabaudia E del Circeo, la città di Ninfa che è parte del territorio di Cisterna, la collina, le isole (ma senza unirli a sé). Ed esibendo quali antichi e nobili personaggi della storia? Un tal Cornelio Cethego che (a parte l’infelice nome) da qualche mese sembra diventato un importante influencer. Ma è un bidone romano. E con quali testimonial? Ne abbiamo, a partire da Tiziano Ferro. E chi ci ha rappresentato? La signora Giuseppina, maestra di Antonio Pennacchi…

E qual è il monumento-simbolo di questa città trasformata da capitale del Razionalismo a terra di conquista di costruttori di casermoni? Abbiamo scelto bene: la Torre Pontina, con grande soddisfazione del compianto Giancarlo Piattella. La Torre Pontina sarebbe l’unico grattacielo presente in territorio provinciale, un gigante che ha sfigurato tutte le foto dei vecchi panorami di Latina. Di essa si dice che il Sindaco che ebbe l’onore di firmare la concessione edilizia si sia accorto poi che guardando la Latina “storica” dai pilastri dell’Intendenza di Finanza, la skyline razionalista di Piazza del Popolo era “ingombrata” da quel mastodonte.

E chi sono gli alfieri della Cultura di Latina? Ignoti, mai consultati, mai interpellati, mai chiamati in causa come gente del mestiere. Risultato finale anche dopo i tempi supplementari: abbiamo
rimediato una figuraccia. Diciamocelo, non temiamo questa autofustigazione. Ci farà bene per la prossima volta. Chissà…

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