9 luglio, 2020 - Nessun Commento

I SOGNI DI UN UFFICIALE DI MARINA E DI UN ALBERGATORE ROMANTICO

Cosmo e Marcella 2Cosmo di Mille, 95 anni, ha visto esplodere improvvisamente la sua tempra di storyteller, di raccontatore di ricordi, i propri ricordi. In due anni ha prodotto due libri di quei ricordi. Cosa può esservi di interessante nei ricordi di un uomo di 95 anni, che ancora lavora attivamente nell’albergo che ha creato con la moglie Marcella circa sessanta anni fa? Tutto, tutto quello che conserva ancora lucidamente nella sua lucida testa temprata alle fatiche e alle soddisfazioni di una vita passata in parte girando come ufficiale di macchina nei mari del mondo; e per un’altra e più grande parte a ricevere ospiti e a tenere su un’azienda alberghiera a Sperlonga che riceve un gran numero di ospiti stranieri, e tra essi personaggi come Jiri Pelikan che animò la Primavera di Praga e che poi, fuggito in Italia, divenne esponente e parlamentare del Partito socialista italiano, filosofo, politico di alto livello; o il rappresentante dell’Onu Staffan De Mistura, che ha spesso visitato la provincia di Latina; e la grande Tina Anselmi ministra per la DC, partigiana e donna di grandi carattere e qualità; e il deputato e poi senatore del PCI per 27 anni, Luciano Chiarante, direttore della rivista “Rinascita”; e di tanti altri personaggi che sono tornati nella Sperlonga di Cosmo Di Mille per decenni interi.

Di Mille racconta con una lucidità di espressione, una scelta di termini e una scioltezza di narrazione la sua vita da giovane diplomato dell’Istituto Nautico “Caboto” di Gaeta, poi di ufficiale di macchina uscito dalla prestigiosa Accademia Navale di Livorno, poi ufficiale navigante in numerose navi e su numerose rotte. Racconta quindi come è nato il suo albergo, come è cresciuto grazie agli sforzi professionali e all’amore per un lavoro  che di professionalità ne chiede tanta, e quindi cose che potrebbero restare nel cuore e nel ricordo di chi le visse, ma che quando vengono scritte diventano anche un paradigma di vita e un segno di saggezza e di intelligenza imprenditoriale. Dopo il vivace libro che ha dedicato ai suoi ricordi di giovane coinvolto nella Seconda guerra mondiale, è nato, così, ora “Sogni vissuti di un marinaio del ‘900”, con l’Editore deComporre Edizioni.

Un libro che si legge rapidamente e che rimane in chi lo ha letto.

5 luglio, 2020 - Nessun Commento

LA SCOMPARSA DI ANNA MANTIONE ESPERTA DI PROMOZIONE TURISTICA

MANTIONERLa provincia di Latina ha perso un personaggio che ha contribuito a scrivere la storia degli ultimi trent’anni di sviluppo del turismo. Si chiamava Anna Maria Mantione, romana di origini, viveva a Terracina. Vincitrice di un concorso pubblico presso l’Ente Provinciale per il Turismo di Latina, e, quando l’Ente fu sciolto, funzionario dell’Apt di Latina e da ultimo dell’Ufficio territoriale del Turismo di Latina sezione periferica della Agenzia Regionale del Turismo, è stata una delle colonne portanti di questi organismi pubblici.

Esperta in promozione turistica e in marketing territoriale, conoscitrice di lingue estere necessarie al suo compito, è stata donna intelligente e brillante per iniziativa, capacità organizzative, di applicazione pratica alle cose che faceva, dotata di uno spiccato senso delle relazioni pubbliche che le ha dato la possibilità di allacciare numerose amicizie e di mantenerle nei principali campi italiani e stranieri che ricadevano sotto le sue incombenze professionali. Profondamente attaccata al suo lavoro, è stata la preziosa consigliera degli organi politici ed amministrativi dell’EPT e dell’APT, collaboratrice nelle principali missioni all’estero, fino a diventare esperta dei mercati nei quali le scelte di marketing l’hanno indirizzata, e in particolare del mercato americano, che aveva collaborato a esplorare con la partecipazione decennale alle Convenmtion dell’American Society of Travel Agent – Asta. Io ho trovato in lei, più che una collega, un’amica fidata.

Interessata a tutte le attività che incontrava, curiosa e attenta all’evoluzione delle tecniche di mercato, Annamaria Mantione è stata un punto di riferimento per i suoi dirigenti e un prezioso appoggio sia per gli Operatori del Turismo della Provincia e della stessa Regione Lazio, sia per chiunque, anche in altri campi, le si rivolgeva per chiedere consigli e suggerimenti. Attiva, partecipe, professionale aveva sposato un collega, Bruno Maragoni, interprete di profressione e lui stesso operativo presso l’EPT prima e l’APT dopo, ed ora al servizio dell’Agenzia Regionale del Turismo.

Anna Mantione aveva molti amici. Aveva aderito alla religione Bahài di cui è stata esponente nazionale. Le sue spoglie, secondo i dettami della sua religione, che ha il principale centro di riferimento ad Haifa – Israele, dove sorge il grande tempio dedicato al Profeta Bahà Ullà, riposano interrate nel piccolo e raccolto cimiterto di Borgo Montello a Latina.

Buon viaggio Anna, la terra ti sia leggera.

29 giugno, 2020 - Nessun Commento

PAROLE STRANIERE E IGNORANZA

Non sono contrario alle parole straniere che entrano nella lingua italiana. Tra le lingue c’è sempre uno scambio continuo. Noi diciamo senza esibizioni un bel pardòn, loro dicono senza problemi spaghetti. Loro dicono corner e noi diciamo calcio d’angolo. Quello che mi urta è il lock down quando abbiamo tante parole per dirlo: chiusura totale è il modo più facile. E si capisce subito che significa. Lock down è un altro effetto collaterale del Coronavirus.

Ma da alcune settimane stiamo inseguendo altre due parole inglesi introdotte dalla politica la quale gioca con le parole straniere e con le sigle per coprire il vuoto di iniziative e per mostrarsi meno ignorante in lingue di quanto non sia. Le nuove parole sono Recovery Fund. Significano Fondo per il Recupero. Anche nel dopoguerra entrarono nella nostra lingua parole soprattutto inglesi/americane. Ma allora eravamo sconfitti, poveri, senza mezzi. Così ci aveva ridotti la guerra. Ma dicevamo il Fondo E.R.P. La sigla significava European Recovery Program, ossia Piano per il Recupero dell’Europa (distrutta) ma anche noto in Italiano con Piano Marshall. Fu un potente strumento di aiuto degli Stati Uniti per spingere la ricostruzione dell’Europa distrutta dalla Seconda Guerra Mondiale. Oggi Erp significa altre cose che non hanno a che vedere con il dopoguerra.

Ma nell’odierno uso della parola Fund gli “utenti” incorrono quasi tutti in un errore di pronuncia che altera il significato delle parole. Giornalisti radiotelevisivi, onorevoli, persino alte cariche dello Stato pronunciano Ricovery (esatto) Faund (che si scrive found) e non Fand (corretta pronuncia di Fund). Ma found è il participio di to find e significa trovato. Quindi detto “all’italiana” è Recupero Trovato, che non significa Fondo (ossia stanziamento, massa di denaro) per Recuperare qualcosa che non si ha più.

E allora, signori giornalisti e signori politici, parlate come vi ha fatto vostra madre: dite Ricovery Fund (che si pronuncia fand e non faund) o anche Erreffe o ancora Fondo Salva Stati. E non ci fate sorridere della Vostra ignoranza più di quanto già non avviene.

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