20 agosto, 2018 - Nessun Commento

CROLLO DEL PONTE DI GENOVA
REAZIONI DISCUTIBILI
RIFLESSIONI AMAREE

MATTARELLA TRA I SOCCORRITORIQuesto blog non ha la pretesa di superare i limiti di trattazione degli argomenti che si è dato. Ma quanto è avvenuto a Genova, dove il crollo di un ponte che un tempo fu giudicato orgoglio dell’Italia ha provocato la morte di 44 persone, il ferimento di altre 15 e oltre seicento sfollati, oltre a mettere in gravissima crisi  tutto un sistema di vita della Città, merita qualche modesta eco anche qui.

E mi sembra di poter personalmente condividere quanto ha scritto oggi nell’articolo di fondo de Il Messaggero, il politologo Alessandro Campi, a proposito delle reazioni scomposte di cui i Rappresentanti ufficiali del nostro Paese hanno dato spettacolo nell’immediato del fatto e nei giorni successivi. Non la dolorosa constatazione di un evento tuttora inspiegato; non la preghiera consolatrice per chi ne era rimasto vittima; non la ricerca degli strumenti per affrontare la tragedia col sangue freddo e la mente lucida che si chiede a chi governa; non un piano razionale e organizzato di azioni da svolgere e i tempi entro cui svolgerle. Nulla di tutto questo, che è venuto affastellandosi disordinatamente, e a volte contraddittoriamente, solo in appresso. Ma linciaggi sulla piazza del mercato, come ai tempi di Masaniello; accuse a singole persone fisiche, in un sistema di diritto che riconosce e regolamenta le Persone Giuridiche e la loro responsabilità; ma l’indicazione sguaiata dei nemici politici da mettere alla gogna, dopo aver criticato la distruttività della gogna; ma la ricerca del consenso, anzi del Consenso raccolto dalla pancia, persino in una chiesa, in un luogo sacro per chi ci crede, come era diventata la sala della Fiera del Mare di Genova, dove si celebrava un rito di suffragio e di ricordo amoroso, e dove Fratelli musulmani hanno dato una lezione di socialità sconosciuta a chi batteva le mani o addirittura fischiava avversari  politici; ma la violazione della presenza del Dio Unico in quella sala in cui ci si facevano persino i selfie nei pressi delle bare!

Che tristezza. E’ questo il Cambiamento che ci è stato promesso? Scrive Alessandro Campi su Il Messaggero del 20 agosto 2018, prima pagina: Si è sentito e visto davvero di tutto nelle convulse giornate che hanno seguito la tragedia di Genova. L’ansia di giustizia dei cittadini trasformata in spirito di vendetta popolare con la ricerca di facili capri espiatori più che di colpevoli effettivi.

La celebrazione religiosa delle vittime che avrebbe richiesto un doloroso silenzio, ridotta ad occasione di strumentale polemica tra partiti. La certezza dei diritto sacrificata sull’altare della propaganda populista per bocca dello stesso Presidente del Consiglio (peraltro un giurista). Accuse incrociate e insensate tra le diverse forze politiche sulle responsabilità del crollo. E poi legioni di maniaci della tastiera trasformati in esperti di scienze delle costruzioni e di diritto amministrativo, capaci di discettare di cedimenti strutturali e di revoche delle concessioni con la stessa facilità con cui una settimana fa pontificavano sui pericoli e i vantaggi delle vaccinazioni. Per non dire del ritorno di fiamma statalista e nazionalizzatrice in un Paese dove fino all’altro ieri lo Stato era accusato di essere corrotto, sprecone e inefficiente dagli stessi che oggi vorrebbero riaffidargli la proprietà e la gestione della rete autostradale:

Sottoscrivo tutto, da cittadino, spaventato e quasi terrorizzato che quelle persone sono le stesse che ci stanno governando in nome del Cambiamento. E mi viene da temere che Cambiamento non sia una parola positiva, ma un pericolo capace di rievocare passate catastrofi. E come ignorare che quegli stessi che oggi accusano i gestori autostradali di essere causa del crollo, poche settimane addietro avevamo detto che il pericolo di un crollo del ponte era una favoletta. Di quegli stessi che accusando gli altri di aver preso soldi dai gestori autostradali, hanno ammesso candidamente di avere, anche essi incassato 150 mila euro di elemosina. Ma solo perché li avevano incassati tutti. E che con quel tutti si erano autoassolti, ma lasciando gli altri nel peccato di corruzione.

Per fortuna che tra quegli stessi non c’erano quel galantuomo che si chiama Sergio Mattarella e quel sacerdote che è Angelo Bagnasco.

29 luglio, 2018 - Nessun Commento

4 LUGLIO 1943
QUANDO AFFONDO’
IL SANTA LUCIA

VENTOTENE (1)E’ stato ricordato nei giorni scorsi a Ventotene il  75° anniversario dell’affondamento del Piroscafo Santa Lucia. Il Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, Ammiraglio Ispettore Capo Giovanni Pettorino ha preso parte alla commemorazione .

La nave postale “Santa Lucia” costituiva il collegamento delle isole ponziane con la terraferma – spiega in una nota la Guardia Costiera – . La nave era stata militarizzata, assumendo la livrea grigia ed il montaggio di un cannoncino a prua. Mantenne tali caratteristiche sino al giorno del suo affondamento pur svolgendo semplicemente un servizio passeggeri. Il piroscafo venne affondato in un’azione di guerra il 24 luglio 1943, con la perdita di 65 vite umane venendo probabilmente scambiato per un mezzo offensivo dagli aerei inglesi del 47° stormo della Royal Air Force, di stanza nei pressi di Tunisi, durante una missione di ricognizione armata.

Dopo la benedizione della corona dedicata ai caduti, depositata presso la stele commemorativa del piroscafo Santa Lucia, l’Ammiraglio ha voluto richiamare il valore dell’unità e della fratellanza, simboli peraltro dell’isola di Ventotene.

Successivamente, l’evento è proseguito in mare, sul luogo dell’affondamento, dove alcuni militari dell’arma dei Carabinieri del Gruppo Sommozzatori, si sono immersi per la deposizione di una corona sul relitto, in ricordo di tutti i caduti in quella circostanza.

La commemorazione si è conclusa poi in serata, presso l’isola di Ponza dove, dopo l’intervento del Sindaco dell’isola e della Sig.ra Mirella Romano in qualità di presidente dell’Associazione familiari vittime del Santa Lucia, è stato proiettato un “docufilm”, patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dalla Giunta del Consiglio Regionale del Lazio e realizzato con l’ausilio dell’Ufficio storico del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto.

L’ammiraglio, a chiusura dell’evento, è intervenuto ripercorrendo la sua esperienza personale ed il proprio coinvolgimento emotivo legato a questa vicenda, spiegando che il nonno, fino a pochi mesi prima dell’affondamento dell’unità, prestava servizio proprio sul piroscafo Santa Lucia. Il Comandante Generale ha evidenziato, infine, l’importanza di trasmettere anche ai più giovani la memoria storica, affinché si possa trarre spunto dagli eventi accaduti, evitando di commettere i medesimi errori che, nel passato, hanno determinato numerosi caduti e tanta sofferenza.

29 luglio, 2018 - Nessun Commento

Al via RED: Rurale – Eccellente – Differente

 

26799-come-servire-il-cocomeroCinque serate a tema e un aperitivo gourmet, dal 26 luglio e fino al 29 agosto, per scoprire tutte le virtù del frutto simbolo dell’estate abbinato alle eccellenze della provincia di Latina. E’ RED: Rurale – Eccellente – Differente, il progetto di valorizzazione dell’Anguria Pontina. Prodotta nei comuni di Sabaudia, San Felice Circeo, Terracina, Latina, Pontinia, Sezze, Priverno, Aprilia e Cisterna di Latina, l’Anguria Pontina sarà la protagonista delle più belle tavole del litorale laziale dove a sorprendere con nuove combinazioni di sapore saranno gli chef: Max Cotilli (Ristorante Satricum Latina – 26 luglio), Michele Chinappi ( Ristorante Chinappi Formia – 31 luglio), Gino Verardi (Ristorante Centosedici Terracina – 7 agosto), Gianluca Nalli (Ristorante Incontramare Sabaudia – 23 agosto) e Nazareno Fontana (Ristorante Il Caminetto Terracina – 29 agosto). Intento della manifestazione promossa dalla Cooperativa Latina Ortaggi che il 15 agosto aprirà le porte della sua azienda per un brindisi a base di Anguria Pontina e sessioni di assaggio comparate curate dal professor Giuseppe Nocca e dalla giornalista Tiziana Briguglio, è quello di sensibilizzare al consumo del prodotto “made in Latina” che si vorrebbe ora riconosciuto a livello comunitario con il marchio di Identificazione Geografica Protetta per renderlo riconoscibile da quello importato soprattutto da Spagna, Marocco e Tunisia, spacciato troppo spesso per locale.

RED Taste - foto INBRAND (1)“L’Anguria pontina è un’eccellenza tutta italiana che va salvaguardata e fatta conoscere – spiega il presidente della cooperativa Latina Ortaggi Claudio Filosa, che ora vorrebbe mettere insieme tutta la filiera e avviare l’iter per l’ottenimento dell’IGP – In provincia ci siamo attestati ormai su circa 1.500 ettari coltivati tra campo aperto e serra per una produzione massima per ettaro di 60/ 70 tonnellate in piena terra e 50/60 tonnellate nel tunnel piccolo. Ad essere coinvolte 70 cooperative agricole per un totale di oltre 300 aziende ad indirizzo polivalente, 6 centri di imballaggio e 8 vivai per la produzione di piantine innestate. Caravan, Zodiac, Dumara sono solo alcune delle varietà più comunemente presenti nei campi. Le piantine per la produzione vengono messe a dimora in terra tra aprile e maggio, così i frutti maturi possono essere raccolti tra luglio e agosto. Fondamentale è la figura dello “stacchino” che decide il momento esatto della raccolta manuale che può avvenire solo quando la buccia è tendente al biondo, la polpa è di colore rosso, i tegumenti seminali sono duri e lo strato gelatinoso che avvolge i semi è scomparso. Il peso di ogni anguria è compreso tra i 5-12 kg per il tondo, 7-16 kg per la tipologia ovale e 7-20 kg per l’allungato”.

Originaria dell’Africa tropicale, dove sono ancora presenti numerose forme spontanee, nel territorio pontino questa coltura ha cominciato ad affermarsi nel secolo scorso. Favorevoli le particolari condizioni pedoclimatiche che in breve tempo hanno portato Latina a concentrare da sola circa un 1/5 della produzione italiana.

Tra i terreni considerati più vocati per le primizie e le produzioni di eccellenza, l’area compresa tra Terracina, Sabaudia e Fondi , il celebre Triangolo d’Oro, dove si concentra la maggior parte del raccolto.

A rendere l’Anguria Pontina particolarmente apprezzabile tra i consumatori è soprattutto la particolare dolcezza della polpa dovuta al livello zuccherino compreso tra i nove e i dieci gradi. Solitamente viene mangiata a fette o gustata sottoforma di sorbetto, gelato, centrifughe o smoothies. Oggi però è sempre più valorizzata anche in cucina per alcuni piatti salati. Spesso è elemento cromatico e aromatico di gustose insalate, ma si sposa bene anche con salmone e crostacei, con il pollo grigliato, con i formaggi tipo feta, grana, con le uova sode, con rucola e cipolla rossa.

RED è un progetto che gode del patrocinio della Coldiretti, di Confcommercio Lazio Sud ed è inserito nell’ambito degli appuntamenti in programma per il decennale di Vinicibando, il salone del gusto nomade ideato da Tiziana Briguglio, quest’anno in programma dal 16 al 20 novembre.

Collaborano all’iniziativa: La Bottega dell’Orto, Azienda agricola Casale del Giglio, Agrigelateria naturale Gretel Factory, CAPOL – Centro Assaggiatori Produttori Olivicoli Latina, Enrico Baratta Bus.

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