5 dicembre, 2021 - 1 Commento

MANTENGO UNA PROMESSA

taddeo

 

 

 

 

 

 

Poco meno di un mese fa, ad elezioni amministrative definite, ho messo su superbia e mi sono permesso di scrivere una lettera al Sindaco di Formia appena eletto, il dottor…… Taddeo. Gli ho scritto come antico residente nella città di cui sono rimasto affezionato frequentatore. Mi sono permesso di dargli qualche suggerimento, tra il serio (molto serio) e lo scherzoso. Poi ho concluso scrivendogli che avrei pubblicato su questo blog come lettera aperta quella e-mail che, forse con qualche presunzione, aspettava una risposta, magari scherzosa. Che non è arrivata.

Mantengo la promessa e in nome della mia presunzione la pubblico qui di seguito.  Vi ho apportato solo qualche piccola modifica o aggiunta. Ma lo spirito è quello.

LETTERA APERTA AL NUOVO  SINDACO DI FORMIA

Egregio Signor Sindaco di Formia, sono un cittadino che vive a Latina ma che ha vissuto a Formia per sedici anni e continua a frequentarla, anche se con sempre minore piacere.

Appartengo ormai alla generazione dei rimpianti, ho fatto da Formia il giornalista, ho scritto su Formia qualche libro e sto constatando con disperazione il progressivo declino di questa Città’.

Parlo di declino intellettuale, ma anche di declino fisico, edilizio, estetico, dei modi per viverci. Non considero più Formia un centro turistico, per averne vissuto la vera stagione turistica, arrestatasi egli anni passati, quando una aggressiva e diseducata minoranza. Si è impadronita di Formia, trasformandola nell’orrore edilizio e di traffico di oggi.

Basta con le lamentele. Mi permetto, da cittadino e “utente” di Formia di porgerle, insieme ad un augurio per la sua appena iniziata attività’, qualche suggerimento per dare un significato alla sua inevitabilmente difficile azione di governo, quale Sindaco appena eletto:

1. tiri fuori dai cassetti il progetto (se ancora esiste) della Pedemontana, per sottrarre Formia alla servitù di un traffico che la sta strangolando. Sono più di cento anni che se ne parla. ma non ve n’è traccia ne’ nel P.N.R.R. né in qualsiasi altro strumento di programmazione della Regione Lazio

2. faccia qualche risparmio e incarichi l’architetto Renzo Piano  (che, ovviamente, non sa nulla di questa mia sponsorizzazione) di studiare una “nuova Formia”. Non e’ solo l’uomo del nuovo ponte Morandi di Genova: è anche il più geniale architetto degli spazi urbani vivente e il più grande “visionario concreto” sul quale Formia potrebbe ricostruire la propria oggi orrenda immagine

3. faccia qualche cosa per Castellone, l’unico settore di Formia ancora valido. Ormai, però questo bel rione è diventato la anomala e impossibile circonvallazione per non affrontare il traffico di via Vitruvio. Non ne ha alcuna capacità urbana, né alcun presupposto tecnico. Vorrei, anzi, suggerirle un progetto forse audace, forse visionario, ma forse anche proponibile: prolungare la bocca di uscita della galleria ferroviaria che corre sotto piazza S.Erasmo con strutture di cemento armato, e rivestimenti fonoassorbenti, che sostengano un grande parcheggio capace di ridare respiro al borgo. Se ne otterrà anche una attenuazione del rumore che 50 treni che passano sotto la piazza fanno a tutte le ore del giorno e della notte. Provi a pensarci e vedrà che non è proprio una idea pazza. Mi è stato detto che le Ferrovie dello Stato (non so quale branca) avrebbe opposto un netto rifiuto a questa idea. Non so se sia vero, ma basterà ricordare alle  Ferrovie dello Stato che sono passati cento anni dalla “Direttissima” e che condizioni di allora sono molto diverse da quelle di oggi.

4. non conceda altre licenze edilizie per assaltare la montagna. Cambi, se necessario, il Piano Regolatore. Un giorno, la Formia che sta sotto potrebbe essere ricoperta da una valanga di fango. E’ già accaduto in età romana, come è’ accaduto in questi giorni a Itri.

5. in una prospettiva di breve termine, vorrei ricordarle che la spiaggia di Vindicio dovrebbe essere chiusa per motivi igienici. L’ho percorsa dalla Pinetina a Pontone: sull’arenile sboccano diverse bocche di reliquati vari e a Pontone si è formato un fetido lago. Occorre creare su via Tito Scipione una condotta che raccolga tutti gli apporti idrici (naturali e “casalinghi”) che fanno di questa potenzialmente deliziosa spiaggia un respingente liquame. O altrimenti abbia il coraggio di chiuderla. Se vuole le mando una ricca documentazione fotografica delle cose antigieniche che la percorrono. E, se non sbaglio, lei è un autorevole membro della Asl pontina.

Con i miei ossequi e gli auguri di una felice amministrazione,

Pier Giacomo Sottoriva

 

25 novembre, 2021 - Nessun Commento

EX CARCERE S. STEFANO: RIUNIONE PER L’AVVIO DEI LAVORI

SantostefcarcereSi è svolto, presso la sede della Prefettura di Latina, un incontro interistituzionale, nell’ambito del processo di collaborazione promosso fin dallo scorso settembre dalla Commissaria straordinaria di Governo Silvia Costa insieme al Prefetto Maurizio Falco, con la partecipazione dell’assessore Francesco Carta del Comune di Ventotene, del Responsabile unico del Contratto ing. Luigi Guerci alla presenza del Questore di Latina, del Comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri, del Comandante provinciale della Guardia di Finanza, del Vice Comandante dei Vigili del Fuoco e di Invitalia, soggetto attuatore del Progetto di recupero dell’ex Carcere borbonico di Santo Stefano/Ventotene.

Durante l’incontro, che si colloca all’avvio dei lavori di messa in sicurezza e durante la fase finale del concorso internazionale di progettazione architettonica, è stato concordato di procedere alla stipula di un “Protocollo di legalità”, attraverso cui si attiveranno strumenti e azioni volti a intercettare indicatori di anomalie o di possibili infiltrazioni criminali. Il Protocollo consentirà inoltre di rendere vincolanti alcune importanti prescrizioni nei confronti degli operatori a vario titolo coinvolti nella filiera del processo di recupero dell’ex Carcere con il supporto, nella vigilanza, di strumenti innovativi tra cui la nuova piattaforma SILEG, sviluppata da Invitalia e già positivamente utilizzata nella gestione del Comprensorio Bagnoli Curoglio.

“Alla vigilia dell’avvio dei lavori di messa in sicurezza e restauro conservativo del ‘Panopticon’, aggiudicati da Invitalia, con un appalto integrato, al raggruppamento di Imprese ‘Minerva Restauri’ e ‘Hera restauri’, invitate alla riunione odierna – ha spiegato Silvia Costa – si è ritenuto opportuno, per favorire la semplificazione amministrativa e facilitare le procedure previste, coordinare le necessarie azioni di vigilanza, monitoraggio, trasparenza, sicurezza e legalità, con la Prefettura di Latina”.

Il Prefetto Maurizio Falco ha sottolineato il suo pieno impegno nel “garantire che i lavori di recupero dell’ex Carcere, dichiarato ‘Bene di interesse storico e artistico di interesse nazionale’ fin dal 1987, avvengano in sicurezza e con l’adozione delle più opportune misure di vigilanza e di prevenzione di ogni forma di illegalità.”

L’incontro ha avuto come esito anche l’istituzione di un Tavolo dedicato presso la Prefettura di Latina, coordinato dalla dott.ssa Monica Perna, Vice Prefetto Vicario, in raccordo con la struttura Commissariale, con Invitalia, Stazione Appaltante e soggetto attuatore, e il Comune di Ventotene che vedrà il coinvolgimento operativo di tutte le professionalità competenti e dei rappresentanti delle forze dell’Ordine per un monitoraggio dell’attività amministrativa che consenta la facilitazione dei processi di definizione dei procedimenti da parte degli enti competenti e, dunque, di procedere in velocità senza tuttavia inficiare le imprescindibili garanzie di legalità, nella massima trasparenza possibile e nel rispetto delle normative in materia di sicurezza sul lavoro e attenzione all’ambiente.

16 novembre, 2021 - Nessun Commento

PIOGGE, INCENDI E CATTIVA URBANISTICA HANNO COLPITO ITRI. QUANDO TOCCHERA’ A FORMIA?

itriLe piogge di scirocco che hanno caratterizzato nel Lazio meridionale la prima settimana di Novembre, si sono concentrate, come ormai è divenuta abitudine climatica, sul versante collinare del Golfo di Gaeta , e, in particolare, sugli Aurunci tra Itri e Minturno. Ne è, quindi, rimasta coinvolta anche Formia. I danni peggiori li ha subìti Itri che, nella notte tra il 3 e il 4 novembre ha subìto una autentica alluvione nel settore pù alto, dove si sono agglomerate alcune abitazioni e dove la strada di servizio della località è divenuta un torrente di fango. Gli insediamenti edilizi, accompagnati dagli incendi che hanno decorticato i declivi montuosi, hanno fuso gli effetti disastrosi del distacco di grossi volumi di terra e dell’ingombro dei displuvi naturali, concentrando una massa considerevole di fango e pietre lungo lo “scivolo” della strada che ha trascinato potenti masse di detriti più a valle, lacerando tutto ciò che ha trovato davanti. Un danno mai prima rilevato che, pertanto, va sicuramente addebitato agli incendi, ma anche alla politica di occupazione dei suoli montuosi con disordinati insediamenti mai prima esistiti. Il che riguarda pressoché tutto l’ampio territorio di Itri e fa preconizzare il ripetersi di altre catastrofi analoghe. L’uomo non è padrone della montagna, ma è padrone dei suoi destini. E se Itri si è espansa negli ultimi 15 anni su tutto il suo vasto territorio montuoso con case e strade che hanno rotto tutti gli equilibri originari, non potrà non aspettarsi ancora disgrazie del genere. (la foto è stata pubblicata dal Comune di Itri sulla pagina Facebook)

Lo stesso, ahimè, potrà accadere a Formia, che ha letteralmente deciso di prendere d’assalto la montagna che si erge alle sue spalle, caricandola di aggregati di case e di lottizzazioni. Poiché anche Formia è zona di concentrazione delle piogge invernali, non è azzardato chiedersi quando avverrà lì quel che è che è avvenuto a Itri. Con una piccola ma pericolosa differenza: che l’acclività dei monti di Formia è molto più accentuata; che le strade sono, pertanto, più corrivanti; e che allo sbocco dei torrenti da pioggia sorge una città e prima ancora un antico borgo che si chiama Castellone. Poiché tutta l’area che porta a Santa Maria La Noce è interessata a insediamenti montani, in zone non servite da infrastrutture, cosa accadrà se si dovrà registrare qualche bomba d’acqua? Già ora ogni piccolo piovasco mette in crisi il sistema idrico; Acqualatina sta diventando un’industria per la distribuzione dell’acqua con autocisterne, e Castellone sembra una zona di guerra con gente che va a raccogliere acqua coi secchi, come 80 anni fa. Cosa avverrà se cominceranno distacchi di terre (anche qui colpite da incendi estivi)? Altri torrenti di fango che investiranno l’antico borgo, ad alta concentrazione abitativa e commerciale? Facciamo le corna. Ma gli scongiuri non hanno mai salvato nessuno. Ci pensino bene i politici che hanno venduto Formia a chiunque abbia voluto costruire (malissimo).

 

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