Archivio per dicembre, 2022
27 dicembre, 2022 - Nessun Commento

IL VIAGGIO DI ENEA DA TROIA A LAVINIUM: UNA MOSTRA A ROMA FINO A MARZO 2023

 

Rilievo-di-marmo-raffigurante-lo-sbarco-dei-Troiani_Gaeta_MANNIl Parco archeologico del Colosseo presenta la mostra “Il viaggio di Enea. Da Troia a Roma”, ideata e organizzata in collaborazione con l’Associazione Rotta di Enea per promuovere e diffondere la conoscenza del mito di Enea e dell’Itinerario Culturale “Rotta di Enea” certificato dal Consiglio d’Europa nel 2021. L’esposizione, curata da Alfonsina Russo, Direttrice del Parco archeologico del Colosseo, Roberta Alteri, Nicoletta Cassieri, Daniele Fortuna, Sandra Gatti, sarà visitabile dal 15 dicembre 2022 al 10 aprile 2023 presso il Tempio di Romolo al Foro Romano.“Questo progetto consente di raccontare il viaggio e il mito di Enea attraverso preziosi reperti provenienti da tutta Italia, alcuni mai esposti in precedenza. Un modo per conoscere la storia di una rotta leggendaria le cui radici affondano nella notte dei tempi e che è entrata precocemente a far parte dei miti più antichi di Roma. Una rotta che oggi può essere valorizzata e ripercorsa anche grazie all’importante riconoscimento ricevuto nel 2021 dal Consiglio d’Europa, che l’ha inclusa tra gli Itinerari Culturali certificati e che ha visto il Parco archeologico del Colosseo tra i primi aderenti a questo network sin dal 2019” ha dichiarato Alfonsina Russo, Direttrice
del Parco archeologico del Colosseo.
Il mito di Enea, cantato da Virgilio nell’Eneide, ha pervaso profondamente la cultura europea. Abbandonata Troia, distrutta dagli Achei, l’eroe lascia la sua terra e intraprende un lungo viaggio verso Occidente per raggiungere una nuova patria per i Troiani superstiti e dar vita a una stirpe da cui nascerà Romolo, fondatore di Roma e suo primo re. Enea impersona i valori della tradizione romana: la lealtà, il senso di appartenenza alla collettività, il rispetto per la famiglia, per lo stato e per gli dèi. Oggi la figura dell’eroe troiano rappresenta l’emblema dell’incontro possibile fra culture diverse e della speranza nel futuro.

LA MOSTRA
Nella mostra, che ha ricevuto la collaborazione istituzionale del Museo e scavi archeologici di Troia, la storia di Enea è presentata attraverso 24 opere di grande interesse, databili fra il VII secolo a.C. e la piena età imperiale, prestate da 12 diverse istituzioni nazionali. Le opere sono proposte secondo percorsi tematici chiave come le immagini di Enea, di suo padre Anchise e di sua madre la dea Afrodite; le raffigurazioni della guerra di Troia; il Palladio -  talismano della salvezza prima di Troia e poi di Roma – e infine lo sbarco nel Lazio e la fondazione di Lavinium, dove le scoperte archeologiche hanno dato concretezza alla leggenda dell’eroe. Tra i preziosi reperti in mostra si ricordano il monumentale cratere apulo a figure rosse proveniente dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli, vero capolavoro della ceramografia antica, datato al 370-360 a.C., raffigurante lo scempio del corpo del principe troiano Ettore da parte di Achille. Dallo stesso Museo provengono anche due affreschi rinvenuti a Pompei uno dei quali rappresenta una rara raffigurazione del cavallo di Troia trascinato all’interno della città.
Cuore dell’esposizione sono le statue in terracotta dal santuario di Minerva a Lavinium, significativo esempio dell’arte tardo arcaica e medio-repubblicana del Lazio, molte delle quali esposte al pubblico per la prima volta.
Durante il periodo della mostra, da dicembre 2022 a marzo 2023, il Parco archeologico del Colosseo ospiterà una serie di conferenze incentrate sul mito di Enea e sul suo leggendario viaggio che saranno tenute da esperti della materia e docenti universitari italiani e stranieri.
22 dicembre, 2022 - Nessun Commento

LATINA 90: IL FALLIMENTO DEL RITIRO DEI RIFIUTI URBANI

WhatsApp Image 2022-12-22 at 16.16.56 WhatsApp Image 2022-12-22 at 16.16.55 WhatsApp Image 2022-12-22 at 16.16.54 WhatsApp Image 2022-12-22 at 16.16.53 WhatsApp Image 2022-12-22 at 16.16.52Il 2022 rappresenta forse la Caporetto di Latina dal punto di vista della raccolta dei rifiuti. C’è stato un concorso deludente, se non colpevole, sia da parte della cittadinanza di Latina, sia da parte del servizio della Società ABC, che ha fatto di questo anno di esperienza il suo (speriamo) peggiore anno, nel senso che ci auguriamo tutti che il 2023 segni una decisa inversione di tendenza. Il servizio è stato carente e gli effetti si vedono ogni giorno. Dal canto suo la cittadinanza non ha mostrato, almeno nel centro “storico”, la maturità che si pretende da una città di ormai 90anni. Si pretende il rispetto delle regole nel conferimento della immondizia casalinga: per orario, per qualità di selezione dei rifiuti, per modalità di conferimento, per rifiuto della diffusa e incivile pratica di depositare dovunque qualunque cosa. Mobili, resti di gabinetti, di caldaie, di termosifoni, di specchi, di cartoni, di ogni cosa ingombrante e indecorosa sono stati lasciati sui marciapiedi, come se la città fosse divenuta una discarica autorizzata. Dal canto suo ABC ha mostrato deficienze organizzative e operative  continue, persistenti, recidive. La città è coperta da una coltre di foglie staccatesi dai platani che sono belli quando sono “vestiti”, ma che procurano tanti problemi quando si spogliano. Le foglie non vengono raccolte da almeno un anno e formano in alcune zone (dietro il Tribunale, ad esempio) una coltre che imbratta gli usci delle case, intasa le caditoie per lo smaltimento delle acque piovane, si trasforma in paludosi ingombri sui quali si affonda, ci si immerge involontariamente, si scivola, ci si procurano danni. Questo accadeva ai tempi dell’amministrazione Coletta, ma avviene anche ai tempi dell’amministrazione straordinaria, commissariale. Ciò significa almeno due cose: che manca la sorveglianza, che ABC è inadempiente ai suoi obblighi di pulire la
città, che manca qualsiasi operazione di raccolta anche sui marciapiedi. E questo diventa anche colpa e responsabilità di chi opera nel lavoro retribuito di ritirare rifiuti.
Eppure si paga la Tari, che aumenta anno dopo anno. Le cose sono da tempo intollerabili, ABC non comunica con la sua utenza: non la sollecita a migliorare, manca una conosciuta divisione di zone di raccolta, è stato inviato una sola volta un misero opuscolo che illustrava come la città sia divisa in zone. Carte illeggibili, specialmente nei punti di confine tra una zona e l’altra. Mancano aggiornamenti, mancano esortazioni, manca colloquio, manca uno sportello per la raccolta di segnalazioni. O almeno ne manca la conoscenza. E manca l’azione collaborativa del personale amministrativo del Comune, che si limita a lavorare solo quando sta dietro le scrivanie, quando lo fa. Per il resto si ritiene esentato dal dovere di segnalare, di aiutare a migliorare il servizio, di controllare che le cose si facciano, di sentirsi parte attiva e presente di un pubblico impiego.

Il Teatro D’Annunzio è stato riaperto: speriamo che si riapra anche un servizio rifiuti che è fallito con le amministrazioni di centro destra (Latina Ambiente) e  anche con l’Amministrazione Coletta. Ma non spetta agli Amministratori ritirare i rifiuti. Spetta anche al corpo amministrativo, spetta anche ai cittadini, spetta anche e soprattutto alla società ABC.

Speriamo nel 2023? Chissà.

16 dicembre, 2022 - 1 Commento

BUON COMPLEANNO, LATINA
PER I TUOI 90 ANNI

mde_vivi

 

 

 

Buon compleanno Latina!

Hai raggiunto quasi felicemente i tuoi primi 90 anni. Te li sei guadagnati sopravvivendo ancora giovanissima (avevi soltanto 12 anni) ad una guerra scatenata stupidamente (per non dire di peggio) da chi pensava di potersi opporre ai carri Sherman, T-34 e Centurion le “scatole di sardine” o carri di Upim dell’Esercito italiano. E questi 90 anni fanno, forse, definitivamente giustizia degli sforzi di ridare a Latina il suo nome di origine: si chiamava, come tutti sappiamo, Littoria e voleva, a tutta evidenza, richiamare i miti suscitati dal fascismo. Basterà considerare questi fatti: che Littoria è vissuta (col suo nome) soli 13 anni, mentre i restanti 77 li ha vissuti col nome di Latina; che di Littoria rimane ben poco sia sotto l’aspetto urbanistico che degli edifici; che degli originari “littoriani” non esiste forse più alcun sopravvissuto; e, infine, che la guerra è stato un muro innalzato dalla storia tra il prima fascista e il dopo democratico. Né va dimenticato che a introdurre la cerimonia del ricordo della fondazione della nostra Città è stato un ex partigiano combattente, democristiano, Vittorio Cervone, che sarebbe in seguito divenuto ministro dell’Italia repubblicana. Fu, difatti Cervone, che, che alla fine degli anni Quaranta del XX secolo decise di proporre al Consiglio comunale di Latina, che presiedeva quale Sindaco, questo giusto ricordo.

Buon compleanno, dunque, Latina!