12 marzo, 2021 - Nessun Commento

FORMIA SOFFOCATA DA COSTRUZIONI ESPOSTA A CRITICITA’ ATMOSFERICHE

torrente formia

Le pesanti piogge che hanno battuto dall’8 al 10 marzo la provincia di Latina, hanno messo in evidenza il precario stato di sicurezza in cui versano moltissime aree rispetto alla capacità di sostenere intensi fenomeni climatici, ormai comuni e regolari. Se canali, campi e linee di costa dell’intera provincia sono ormai abitualmente sottoposti a stress climatici e a danni, una particolare situazione di crisi si coglie nell’agglomerato mare-monte di Formia. La città ha il privilegio di vivere sul mare con la protezione alle sue spalle dei monti Aurunci che superano i 1500 metri del monte Redentore e la proteggono dai venti freddi del nord, assicurandole anche un prolungato soleggiamento. Ma la mano dell’uomo ha ormai inesorabilmente creato le premesse per il verificarsi di criticità su tutto il territorio, dalle collinari Maranola, Trivio e Castellonorato, all’agglomerato urbano, a causa della disinvolta politica edilizia che ha costantemente caratterizzato la gestione del territorio. Le case e le strade (in particolare la Litoranea) hanno ormai soffocato l’intero territorio e interrotto tutte le antiche vie di scolmatura naturale, esponendo la città e il suo territorio a inondazioni da pioggia e ad esondazioni dei pur piccoli, ma rapidi corsi d’acqua che provengono dalla montagna e si arricchiscono di apporti urbani. La prima ed immediata conseguenza è che le riserve idro-potabili sono costantemente soggette a fenomeni di intorbidamento, come può constatarsi dai pressoché diurni comunicati di allarme di Acqualatina, il gestore idrico che avverte gli utenti dell’intorbidamento dell’acqua che viene rifornita alle abitazioni e ai depositi pubblici. L’immagine di autobotti che distribuiscono acqua pulita e di cittadini che fanno le file con recipienti vari rievocano le lontane immagini della guerra. Ed è ormai una guerra, quella che Formia sta perdendo. Le case che si arrampicano sui versanti collinari e montani, spesso senza infrastrutture primarie (condotte idriche e fognarie) e i pesanti muri di cemento armato che distruggono l’ambiente e ne alterano il fluire delle acque piovane, denunciano ormai chiaramente che la città ha raggiunto il punto di rottura tra aree edificate e capacità di sopportazione rispetto ai fenomeni climatici più impegnativi (e sempre più impegnativi). Dopo gli inutili allarmi ed inviti ad una gestione più seria e razionale, Formia rischia di morire sotto il peso delle costruzioni (mediamente brutte e a volte orrende) che ne invadono ormai ogni angolo di territorio.

Forse la Regione dovrebbe cominciare ad aprire gli occhi su questo genere di fenomeni, che rischiano di sommarsi alle previsioni di un sollevamento del livello del mare che trasformerebbe Formia (entro il corrente secolo) in una città subacquea, come è accaduto nei vicini Campi Flegrei, sia pure per altri motivi.

 

12 marzo, 2021 - Nessun Commento

EX ERGASTOLO DI S. STEFANO BANDO PER I PRIMI 9 MILIONI

SantostefcarcereIl recupero dell’ex Carcere borbonico Santo Stefano corre veloce. E’ in pubblicazione il bando per i lavori di messa in sicurezza che riguardano l’intero ex Carcere, le cisterne, il cimitero, i sentieri e i muretti a secco che li costeggiano. “Sono molto felice del fatto che stiamo rispettando l’impegnativo cronoprogramma grazie allo spirito di collaborazione con le amministrazioni coinvolte e all’impegno di Invitalia, soggetto attuatore – commenta Silvia Costa - Dopo aver avviato i lavori in somma urgenza nel mese di novembre per far fronte ai rischi di crolli immediati, da oggi si avvia concretamente il recupero completo del Bene.” La squadra lavora in parallelo sugli altri fronti, tra cui il progetto dell’approdo, già predisposto e presentato alla Comunità di Ventotene, che sarà sottoposto a breve alla Conferenza di Servizi, e lo studio di fattibilità, che sarà approvato a fine marzo e che sarà alla base del concorso internazionale di progettazione, la cui pubblicazione è prevista entro fine luglio. L’importo stanziato è pari a 9 milioni sul totale dei 70 milioni stanziati per il progetto.

 

4 marzo, 2021 - Nessun Commento

COVID, TORNA IL ROSSO
DI CHI E’ LA COLPA?

coronavirusL’Italia torna a passi rapidi a dipingersi di rosso-Covid. Per colpe condivise da parecchi (non mi ritengo tra i condivisori essendomi rigorosamente attenuto alle prescrizioni che mi erano state impartite). Di chi sono queste colpe? Non del Covid, che fa il suo mestiere, e lo fa con molta efficacia. E’ colpa di ALCUNE REGIONI, che pretendono di governare una materia che va governata dal Centro, ossia dal Governo nazionale, ma hanno dimostrato tutta la loro incapacità.

In testa metto la Lombardia, perché di sciocchezze ne ha fatte (e sta facendone) parecchie; e anche perché si è sempre offerta come la prima della classe, ma ha fallito alla prova più importante, questa della battaglia contro il Covid. Ma sento di dovermi congratulare con la “mia” Regione Lazio perché ha fatto le cose vaccinali con grande tempestività ed efficienza (io sono tra i vaccinati della prima ora, previa prenotazione). E’ colpa delle AZIENDE FARMACEUTICHE che hanno scoperto il vaccino: dobbiamo loro gratitudine per questo miracolo realizzato in meno di un anno; dobbiamo loro reprimende per aver accettato prenotazioni (e soldi, o promessa di soldi) al di là delle loro obiettive capacità di produzione, sottoscrivendo contratti furbeschi e poi ritirandosi, creando prima grandi speranze ed ora delusione e sconforto. E’ colpa di QUALCHE ASL che non è stata al passo con i tempi che il Covid richiedeva (tutte Asl extra-laziali).

E’ colpa dei GIOVANI (DA 14 A 30 ANNI E OLTRE), per un paio di ragioni. Hanno fatto molto bene a protestare, a fare scioperi, ad occupare Istituti scolastici sollecitando ambienti di studio sani e sanificati. Ma se oltre questo, avessero poi mantenuto comportamenti coerenti avrebbero meritato il diploma di maturità come donne e come uomini. Invece meritano di essere bocciati, perché dopo aver preteso che “gli altri” assicurassero loro ambienti igienicamente idonei, si sono comportati come immaturi bambini dedicando il pomeriggio e la sera ad assembramenti, a spritz nei bar, accatastati gli uni sugli altri in ambienti chiusi e saturi di droplet, e spalancando le porte a tutte le varianti del Covid in circolazione. I paurosi incrementi di positività dipendono da loro. Sono loro i “nuovi malati” di Covid e coloro che procurano altri nuovi malati coi loro comportamenti in famiglia e fuori, anzi fuori e quindi in famiglia. E’ colpa di chi deve esercitare la vigilanza sul rispetto delle regole: lo fa, ma non con la frequenza e la severità che la nostra cattiva abitudine alle regole richiede. Purtroppo. Ed è colpa dei BAR, che si sono, giustamente, lamentati di essere tra le più forti (ma non sono solo loro) vittime di questa pandemìa, ma che da quando hanno ottenuto di riaprire fino alle 18, consentono che nei loro bar e nelle superfici pubbliche che hanno occupato gratuitamente. che si svolgano sotto i loro occhi violazioni continue delle norme di cautela che ci riporteranno, e riporteranno loro, a lamentarsi per le nuove chiusure.