9 novembre, 2021 - Nessun Commento

NO VAX E PREPOTENZA

Forse sarò rozzo e brutale, ma non riesco a mandare giù la storia di queste settimane nelle quali una minoranza di Italiani sta mettendo in subbuglio un Paese colpito da pandemìa, da crisi economica, da sfiducia ma che sta riprendendosi grazie ad una massiccia e finalmente organizzata campagna vaccinale, che ha bloccato, finora, la cosidetta “quarta ondata” del virus. Forse sarò rozzo e brutale, ma mi sembra decisamente anomalo che una minoranza di Italiani possa tenere in scacco la stragrande maggioranza di noi che ha accettato di vaccinarsi e che ha contribuito a frenare e a ridurre la diffusione del virus, ma che si vede aggredita da quella minoranza che non solo rifiuta di vaccinarsi, ma rifiuta anche i dispositivi di tutela dei vaccinati (mascherina, green pass, ecc.). Questa minoranza, partita da Trieste, dove i sollevatori della protesta hanno dovuto essere quasi tutti ricoverati in condizioni serie per aver contrato il Covid 19 dopo leloro smargiassate all’aperto, e proseguita con le adunate di Milano è diventata un elemento di instabilità in un Paese che sta lottando per risalire una paurosa discesa. Essa, pertanto, va fermata. Il premier Mario Draghi è persona affidabile ma, forse, anche troppo attenta alle giuste e sacre regole della Costituzione, che quei sobillatori invocano distortamente per se stessi. Mario Draghi ha prestigio sufficiente per permettersi due cose: rendere obbligatorio il vaccino anche ai renitenti; vietare le adunate anti vaccino, in quanto incostituzionali e violatrici proprio di quegli articoli della Costituzione che i no-vax invocano a proprio favore.

Ho anni sufficienti per ricordare di aver fatto da bambino il vaccino antivaiolo appena la guerra lo consentì: ed era un vaccino che provocava forti febbri e che ha lasciato sulle braccine di milioni di ex bambini i segni indelebili della ferita da vaccinazione. Ma io la esibisco con orgoglio. Io sono, insieme ad altri milioni, la persona che ha potuto avvalersi del vaccino antipoliomielite di Sabin, che ha salvato decine di milioni di giovani dal rischio di paralisi e malformazioni. Sono anche uno dei milioni di giovani che ha fatto il servizio militare e ha dovuto (per fortuna) sottoporsi ad una iniezione contenente diversi principi attivi contro il rischio di malattie dannosissime. Il mio petto si gonfiò per quella iniezione, ma io sono oggi ancora sano, ringraziando Dio e i vaccini. Mettiamo questi presuntuosi e blasfemi novax, che contestano migliaia di scienziati con la loro crassa ignoranza, nelle condizioni di non nuocere. Nella democratica Svizzera hanno chiuso in questi giorni un ristorante no-vax, frequentato da novax: lo hanno chiuso con un muro di cemento armato di 40 centimetri di spessore. E nessuno si è lamentato.

 

 

27 ottobre, 2021 - Nessun Commento

VENTOTENE IN CAMMINO. PROTOCOLLI CON ENEA E IL COMMISSARIO PER IL RECUPERO DI SANTO STEFANO

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Con la firma del doppio Protocollo tra ENEA e Comune di Ventotene e tra ENEA e Commissario per il progetto di recupero dell’ex Carcere di Santo Stefano avvenuta il 23 ottobre, si apre un capitolo di straordinario interesse per l’ambiente e per il futuro delle due isole. Tra gli obiettivi dell’accordo con il Commissario: il supporto tecnico scientifico per la sostenibilità dei diversi interventi previsti nel progetto di recupero dell’ex carcere;  il coordinamento con le altre iniziative, in corso e in preparazione, sull’isola di Ventotene e la costituzione di un “Centro Internazionale per la Crescita Blu” da promuovere con le altre realtà della costa pontina e del territorio.

In linea con la vocazione di ‘Scuola di alti pensieri’ di Ventotene, il Centro per la Crescita Blu attiverà occasioni di studio e ricerca internazionale di alta formazione, a supporto delle imprese, non sono della filiera turistica ma anche delle attività marine in senso esteso, includendo tra queste anche la pesca e l’acquacultura e il supporto della transizione ecologica di tutta la fascia costiera e dell’entroterra, verso una bioeconomia blu e circolare. Un momento dunque molto atteso a Ventotene, il cui Sindaco Gerardo Santomauro ha sottolineato che “Ventotene con la prima comunità energetica, è oggi un esempio nell’innovazione ecosostenibile”. Dal canto suo, il Presidente dell’ENEA Gilberto Dialuce ha detto che “i protocolli firmati consentiranno di realizzare sull’isola di Santo Stefano e nel resto del territorio del Comune di Ventotene una sperimentazione ‘pilota’ di sviluppo sostenibile e transizione circolare che potrà poi essere declinata a livello nazionale, in altre isole minori o in altri contesti territoriali aventi caratteristiche similari”.

La Commissaria Silvia Costa ha evidenziato, infine,  che “anche grazie a questo importante accordo il Progetto per Santo Stefano può davvero diventare “un vero laboratorio dello sviluppo sostenibile”, in linea con le politiche europee e le scelte strategiche del nostro Governo, dove la specifica competenza di ENEA, come istituto pubblico per la ricerca in campo energetico, ambientale e tecnologico, potrà dare un prezioso apporto in termini di expertise e di valutazione nonché di visione integrata tra le due isole.”   Durante l’incontro, aperto alla cittadinanza e che ha visto anche la partecipazione della comunità energetica guidata dal prof. Micangeli dell’Università Sapienza  di Roma, l’assessore all’Ambiente di Ventotene  Francesco Carta ha ricordato l’importanza dell’approccio sistemico di ENEA per il recupero del dissesto idrogeologico dell’isola,  mentre il Presidente Dialuce ha ricordato che “ENEA ha nella sua missione istituzionale quella di dare supporto alle amministrazioni centrali, alle regioni e agli enti locali,  – per ottenere i finanziamenti europei, secondo i tempi e i programmi già stabiliti, in particolare in questo momento di attuazione delle misure del PNRR”.

Tra gli obiettivi del Protocollo d’intesa sono contemplati, tra l’altro, anche la  protezione e valorizzazione del territorio e delle coste; la crescita blu: gestione sostenibile delle risorse ittiche e del mare; l’ uso efficiente delle risorse: la chiusura dei cicli e neutralità carbonica; approdi resilienti; la mobilità e la riqualificazione dei collegamenti marittimi; il • turismo e nuove filiere correlate; la valorizzazione del patrimonio rurale e delle attività produttive locali; il  recupero di strutture architettoniche di pregio, e la riqualificazione urbana e valorizzazione del Parco archeologico; infine, azioni di informazione, divulgazione, coinvolgimento della cittadinanza.

18 ottobre, 2021 - Nessun Commento

DAMIANO COLETTA E’ ANCORA SINDACO DI LATINA

WhatsApp Image 2021-10-18 at 21.46.11 WhatsApp Image 2021-10-18 at 21.46.43 (1)LATINA -  Era accaduto anche nel 2016, giugno 2016, quando Damiano Coletta aveva vinto subito dopo un ballottaggio che lo aveva visto trionfare con il 75% dei consensi ed essere proclamato sindaco di Latina. E’ accaduto anche stavolta: Damiano Coletta ha trionfato in una battaglia che avrebbe dovuto vederlo soccombente, dopo il primo turno di elezioni.

Il suo avversario, Vincenzo Zaccheo, rappresentante di una destra sconquassata e frantumata, aveva chiuso le prime due giornate con un robusto 13% di voti in più. Vincere poteva essere solo una disperata speranza. Quella disparata speranza si è puntualmente rinnovata e Damiano Coletta, uomo “civico” per eccellenza, ha riportato ancora una maggioranza schiacciante, lasciando, al ballottaggio, l’avversario ad oltre 9 punti di distanza.

E la gente ha gioito. Un attimo dopo che un giovanissimo estrapolatore di statistiche elettorali aveva proclamato che Damiano Coletta era stato confermato Sindaco di Latina, si è scatenato un putiferio di gioiosa esultanza da parte di una folla di almeno millecinquecento persone che si sono radunate all’ingresso del Palazzo Municipale per gridare la loro grande contentezza. Urla, cori divertenti, e in quel bailamme di gente felice un Damiano Coletta che ci ha creduto fino alla fine. Si è confermato un legame quasi personale tra lui e la Città che lo ha eletto. Pallido per la stanchezza, ma con gli occhi che sprizzavano gioia, ha stretto mani, fatto dichiarazioni, ringraziato i presenti che non lo lasciavano parlare, ha sovrastato con il suo atteggiamento composto e sereno l’entusiasmo popolare equello dei giovani.

Damiano Coletta è “uomo civico”, e si appresta ad affrontare il capitolo n. 2 della sua amministrazione, volta a ripulire un po’ di angolini polverosi, a riportare nell’amministrare la trasparenza che tutti invocano e che pochi attuano, a confrontarsi con i giganteschi problemi che molte amministrazioni di centro-destra gli avevano lasciato in eredità. Aveva raccolta una città in macerie: i servizi pubblici non esistevano più, falliti o scombiccherati da un pessimo modo di amministrare. Ed ora doveva confrontarsi di nuovo con Vincenzo Zaccheo, che aveva contribuiti a creare quei problemi durante il suo sindacato.

Non sono critiche che lanciamo a caso. Sono notizie che abbiamo lettodalle pagine di un libro di Andrea Stabile (anche lui uomo di destra)che aveva riportato con una diligenza di cui Zaccheo avrebbe fatto a meno volentieri, pagine e pagine di documenti della Procura dellaRepubblica di Latina. Quei documenti non erano approdati ad alcuno sbocco negativo per Zaccheo. Era stato lasciato trascorrere troppo tempo perché non sopravvenisse la prescrizione. E Zaccheo aveva accettato passivamente la prescrizione.

Ma Zaccheo ha fatto di tutto per darsi colpi di zappa sui piedi. Ha detto che avrebbe ripreso in mano la metropolitana di superficie Latina-Ferrovia, che lo aveva fatto imputare di truffa; aveva promesso di riprendere in mano la storia ex Icos, che era costata al Comune (cioè ai cittadini) di Latina) 200 milioni di costi in più in un’asta che Stabile ha ricostruito nei nascosti dettagli; aveva promesso di “salvare” la spiaggia di Latina “con i frangiflutti”, dopo che i primi frangiflutti avevano causato l’erosione di chilometri di spiaggia, fin quasi a Sabaudia. Forse la gente non lo ha perdonato nel momento decisivo del ballottaggio.

Ma Zaccheo voleva rappresentare la destra pontina avendo alla sua opposizione una parte importante della destra pontina. Che non lo ha votato. Ha perso almeno millecinquecento voti al primo turno; ne ha persi molti di più al secondo e decisivo. Troppa fiducia in una vittoria che sembrava scontata? Incapacità di capire l’aria che tirava nel ballottaggio? Anche un po’ di presagi, dopo che il suo comizio di chiusura con il massimo parterre della destra nazionale (Tajani, Salvini e Meloni) era stato interrotto da un pesante acquazzone.

Presagio o disattenzione o incapacità di capire l‘aria elettorale? Quando un Uomo cade, nessuno deve compiacersi. Zaccheo è caduto in malo modo, quando era convinto di avere raggiunto un traguardo di  prestigio. Non sarà il Sindaco di Latina di queste elezioni amministrative 2021. A lui va tutta la comprensione umana. A Coletta tutta la soddisfazione che ha meritato.

Ed ora cosa accadrà? Il primo turno ha dato la maggioranza dei seggi alle liste della destra affiliate a Zaccheo. Coletta sarà un Sindaco con un Consiglio minoritario. In America chiamano questa situazione col nome di “anatra zoppa”. Coletta interpreta la politica da uomo onesto e dedito al servizio. Ma anche da uomo pratico. Non può sprecare questa vittoria. Del resto il Consiglio comunale dipende dalle sue decisioni. Cosa farà? Se vuole governare dovrà stringere un compromesso con una o più liste avverse. Forse in testa c’è la lista del Partito Liberale Europeo di Annalisa Muzio, che al ballottaggio non ha “portato” Zaccheo e, quindi, non si è “compromessa” per una intesa politica.

Cosa accadrà? Lo vedremo nei prossimi giorni. E  intanto Damiano Coletta si appresta a cingere ancora la fascia tricolore di Sindaco.

Auguri a tutti noi cittadini di Latina.

 

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