Archivio per novembre, 2021
25 novembre, 2021 - Nessun Commento

EX CARCERE S. STEFANO: RIUNIONE PER L’AVVIO DEI LAVORI

SantostefcarcereSi è svolto, presso la sede della Prefettura di Latina, un incontro interistituzionale, nell’ambito del processo di collaborazione promosso fin dallo scorso settembre dalla Commissaria straordinaria di Governo Silvia Costa insieme al Prefetto Maurizio Falco, con la partecipazione dell’assessore Francesco Carta del Comune di Ventotene, del Responsabile unico del Contratto ing. Luigi Guerci alla presenza del Questore di Latina, del Comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri, del Comandante provinciale della Guardia di Finanza, del Vice Comandante dei Vigili del Fuoco e di Invitalia, soggetto attuatore del Progetto di recupero dell’ex Carcere borbonico di Santo Stefano/Ventotene.

Durante l’incontro, che si colloca all’avvio dei lavori di messa in sicurezza e durante la fase finale del concorso internazionale di progettazione architettonica, è stato concordato di procedere alla stipula di un “Protocollo di legalità”, attraverso cui si attiveranno strumenti e azioni volti a intercettare indicatori di anomalie o di possibili infiltrazioni criminali. Il Protocollo consentirà inoltre di rendere vincolanti alcune importanti prescrizioni nei confronti degli operatori a vario titolo coinvolti nella filiera del processo di recupero dell’ex Carcere con il supporto, nella vigilanza, di strumenti innovativi tra cui la nuova piattaforma SILEG, sviluppata da Invitalia e già positivamente utilizzata nella gestione del Comprensorio Bagnoli Curoglio.

“Alla vigilia dell’avvio dei lavori di messa in sicurezza e restauro conservativo del ‘Panopticon’, aggiudicati da Invitalia, con un appalto integrato, al raggruppamento di Imprese ‘Minerva Restauri’ e ‘Hera restauri’, invitate alla riunione odierna – ha spiegato Silvia Costa – si è ritenuto opportuno, per favorire la semplificazione amministrativa e facilitare le procedure previste, coordinare le necessarie azioni di vigilanza, monitoraggio, trasparenza, sicurezza e legalità, con la Prefettura di Latina”.

Il Prefetto Maurizio Falco ha sottolineato il suo pieno impegno nel “garantire che i lavori di recupero dell’ex Carcere, dichiarato ‘Bene di interesse storico e artistico di interesse nazionale’ fin dal 1987, avvengano in sicurezza e con l’adozione delle più opportune misure di vigilanza e di prevenzione di ogni forma di illegalità.”

L’incontro ha avuto come esito anche l’istituzione di un Tavolo dedicato presso la Prefettura di Latina, coordinato dalla dott.ssa Monica Perna, Vice Prefetto Vicario, in raccordo con la struttura Commissariale, con Invitalia, Stazione Appaltante e soggetto attuatore, e il Comune di Ventotene che vedrà il coinvolgimento operativo di tutte le professionalità competenti e dei rappresentanti delle forze dell’Ordine per un monitoraggio dell’attività amministrativa che consenta la facilitazione dei processi di definizione dei procedimenti da parte degli enti competenti e, dunque, di procedere in velocità senza tuttavia inficiare le imprescindibili garanzie di legalità, nella massima trasparenza possibile e nel rispetto delle normative in materia di sicurezza sul lavoro e attenzione all’ambiente.

16 novembre, 2021 - Nessun Commento

PIOGGE, INCENDI E CATTIVA URBANISTICA HANNO COLPITO ITRI. QUANDO TOCCHERA’ A FORMIA?

itriLe piogge di scirocco che hanno caratterizzato nel Lazio meridionale la prima settimana di Novembre, si sono concentrate, come ormai è divenuta abitudine climatica, sul versante collinare del Golfo di Gaeta , e, in particolare, sugli Aurunci tra Itri e Minturno. Ne è, quindi, rimasta coinvolta anche Formia. I danni peggiori li ha subìti Itri che, nella notte tra il 3 e il 4 novembre ha subìto una autentica alluvione nel settore pù alto, dove si sono agglomerate alcune abitazioni e dove la strada di servizio della località è divenuta un torrente di fango. Gli insediamenti edilizi, accompagnati dagli incendi che hanno decorticato i declivi montuosi, hanno fuso gli effetti disastrosi del distacco di grossi volumi di terra e dell’ingombro dei displuvi naturali, concentrando una massa considerevole di fango e pietre lungo lo “scivolo” della strada che ha trascinato potenti masse di detriti più a valle, lacerando tutto ciò che ha trovato davanti. Un danno mai prima rilevato che, pertanto, va sicuramente addebitato agli incendi, ma anche alla politica di occupazione dei suoli montuosi con disordinati insediamenti mai prima esistiti. Il che riguarda pressoché tutto l’ampio territorio di Itri e fa preconizzare il ripetersi di altre catastrofi analoghe. L’uomo non è padrone della montagna, ma è padrone dei suoi destini. E se Itri si è espansa negli ultimi 15 anni su tutto il suo vasto territorio montuoso con case e strade che hanno rotto tutti gli equilibri originari, non potrà non aspettarsi ancora disgrazie del genere. (la foto è stata pubblicata dal Comune di Itri sulla pagina Facebook)

Lo stesso, ahimè, potrà accadere a Formia, che ha letteralmente deciso di prendere d’assalto la montagna che si erge alle sue spalle, caricandola di aggregati di case e di lottizzazioni. Poiché anche Formia è zona di concentrazione delle piogge invernali, non è azzardato chiedersi quando avverrà lì quel che è che è avvenuto a Itri. Con una piccola ma pericolosa differenza: che l’acclività dei monti di Formia è molto più accentuata; che le strade sono, pertanto, più corrivanti; e che allo sbocco dei torrenti da pioggia sorge una città e prima ancora un antico borgo che si chiama Castellone. Poiché tutta l’area che porta a Santa Maria La Noce è interessata a insediamenti montani, in zone non servite da infrastrutture, cosa accadrà se si dovrà registrare qualche bomba d’acqua? Già ora ogni piccolo piovasco mette in crisi il sistema idrico; Acqualatina sta diventando un’industria per la distribuzione dell’acqua con autocisterne, e Castellone sembra una zona di guerra con gente che va a raccogliere acqua coi secchi, come 80 anni fa. Cosa avverrà se cominceranno distacchi di terre (anche qui colpite da incendi estivi)? Altri torrenti di fango che investiranno l’antico borgo, ad alta concentrazione abitativa e commerciale? Facciamo le corna. Ma gli scongiuri non hanno mai salvato nessuno. Ci pensino bene i politici che hanno venduto Formia a chiunque abbia voluto costruire (malissimo).

 

9 novembre, 2021 - Nessun Commento

NO VAX E PREPOTENZA

Forse sarò rozzo e brutale, ma non riesco a mandare giù la storia di queste settimane nelle quali una minoranza di Italiani sta mettendo in subbuglio un Paese colpito da pandemìa, da crisi economica, da sfiducia ma che sta riprendendosi grazie ad una massiccia e finalmente organizzata campagna vaccinale, che ha bloccato, finora, la cosidetta “quarta ondata” del virus. Forse sarò rozzo e brutale, ma mi sembra decisamente anomalo che una minoranza di Italiani possa tenere in scacco la stragrande maggioranza di noi che ha accettato di vaccinarsi e che ha contribuito a frenare e a ridurre la diffusione del virus, ma che si vede aggredita da quella minoranza che non solo rifiuta di vaccinarsi, ma rifiuta anche i dispositivi di tutela dei vaccinati (mascherina, green pass, ecc.). Questa minoranza, partita da Trieste, dove i sollevatori della protesta hanno dovuto essere quasi tutti ricoverati in condizioni serie per aver contrato il Covid 19 dopo leloro smargiassate all’aperto, e proseguita con le adunate di Milano è diventata un elemento di instabilità in un Paese che sta lottando per risalire una paurosa discesa. Essa, pertanto, va fermata. Il premier Mario Draghi è persona affidabile ma, forse, anche troppo attenta alle giuste e sacre regole della Costituzione, che quei sobillatori invocano distortamente per se stessi. Mario Draghi ha prestigio sufficiente per permettersi due cose: rendere obbligatorio il vaccino anche ai renitenti; vietare le adunate anti vaccino, in quanto incostituzionali e violatrici proprio di quegli articoli della Costituzione che i no-vax invocano a proprio favore.

Ho anni sufficienti per ricordare di aver fatto da bambino il vaccino antivaiolo appena la guerra lo consentì: ed era un vaccino che provocava forti febbri e che ha lasciato sulle braccine di milioni di ex bambini i segni indelebili della ferita da vaccinazione. Ma io la esibisco con orgoglio. Io sono, insieme ad altri milioni, la persona che ha potuto avvalersi del vaccino antipoliomielite di Sabin, che ha salvato decine di milioni di giovani dal rischio di paralisi e malformazioni. Sono anche uno dei milioni di giovani che ha fatto il servizio militare e ha dovuto (per fortuna) sottoporsi ad una iniezione contenente diversi principi attivi contro il rischio di malattie dannosissime. Il mio petto si gonfiò per quella iniezione, ma io sono oggi ancora sano, ringraziando Dio e i vaccini. Mettiamo questi presuntuosi e blasfemi novax, che contestano migliaia di scienziati con la loro crassa ignoranza, nelle condizioni di non nuocere. Nella democratica Svizzera hanno chiuso in questi giorni un ristorante no-vax, frequentato da novax: lo hanno chiuso con un muro di cemento armato di 40 centimetri di spessore. E nessuno si è lamentato.