30 Gennaio, 2024 - Nessun Commento

“NEL DISORDINE DEL MONDO”
LE NUOVE POESIE POESIE DI LEONE D’AMBROSIO

La nuova raccolta di poesie di Leone D’Ambrosio: Nel disordine del mondo (pagg.108, Ensemble Editore, Roma, 2023) esce in un momento di disordine mondiale. Novanta poesie sulla tragica attualità del mondo, su queste nuove guerre in Ucraina e in Medio Oriente che sembrano non dover mai finire. E poi ci sono i  sentimenti, il dolore, la Fede, la Natura, l’amore, i luoghi vissuti da Roma a Sperlonga, a Fondi, a Marsiglia dov’è nato.

Attraverso la lettura di Nel disordine del mondo- scrive il vaticanista Gian Franco Svidercoschi nella sua prefazione – si scopre che siamo dinanzi a una poesia dove, in filigrana, si scorge, anzi,
vorrei dire, si sente l’eterna avventura dell’uomo. Nel disordine del mondo, è una raccolta di intensa generosità espressiva. Ciò che colpisce è questa verità che persegue Leone D’Ambrosio, è questo suo profondo osservare l’esistenza nella sua complessa dialettica.”

Il libro è impreziosito poi da una nota del poeta e filosofo Philippe Tancelin, professore di Filosofia Estetica all’Università Paris VIII. “Questa poesia dispiega universi molto vari, onirici per alcuni non meno iperrealistici per altri. La dimensione filosofica vi è inscritta da incisioni che si aprono sul mare aperto di una meditazione metafisica che dà una risonanza inquietante con il grande Reale.”

Leone D’Ambrosio è nato a Marsiglia nel 1957, laurea in lettere e dottorato di ricerca all’Università di Roma, vive e lavora a Latina ed è alla sua quindicesima raccolta. Si sono interessati alle sue opere scrittori italiani e stranieri come Libero De Libero, Maria Luisa Spaziani, Stanislao Nievo, Natalia Ginzburg, Alberto Bevilacqua, Rosetta Loy, Leone Piccioni, Elio Pecora, Philippe Jaccottet, Yves Bonnefoy. È tradotto in varie lingue e ha ricevuto diversi premi importanti come il Lionello Fiumi a Verona e il Raffaele Carrieri a Taranto, ritirati proprio in questi giorni.

Il libro di Leone D’Ambrosio verrà presentato sabato 3 febbraio alle ore 18,00 presso Spazio MAD di via Cattaneo, 5 a Latina. Interverranno oltre all’autore, gli scrittori Pietro Vitelli, Antonio Polselli, modera la giornalista Cora Craus mentre l’attore Nino Bernardini leggerà alcune liriche.

 

22 Gennaio, 2024 - Nessun Commento

MA CHI FA LE COSE: CHI AMMINISTRA O “L’AMMINISTRAZIONE”? E LE STRADE?

Tra Damiano Coletta, sindaco uscito, e Matilde Celentano, sindaco in carica, colleghi in medicina e nel luogo di lavoro, ma avversari in politica, è schizzata una scintilla. Forse la prima. Riguarda proprio il mestiere di Sindaco. La Celentano si è vantata di aver conseguito
una serie di successi amministrativi: “Ho fatto più io in sei mesi che lui in una legislatura”. Mi sia concesso un giudizio: non è elegante
un tale modo di presentare ciò che si è fatto. Anche perché Coletta ha finalmente contestato alla sua collega [qual è il femminile di collega?] e le ha ricordato che tutto quello che essa ha fatto finora non è altro che l’esecuzione di progetti portati fin sulla soglia della esecuzione da lui e dai suoi colleghi di Giunta.

Insomma, Coletta rimprovera a Celentano un eccesso di protagonismo a danno di chi l’ha preceduta. Ma perché Coletta non ha portato a compimento tutti quei progetti? Di ragioni ve ne sono tante e presto le scoprirà anche la Sindaca Celentano (scusate: ma quanto è brutto il femminile di Sindaco! Parlo solo in senso linguistico). Celentano ha commesso un errore di gioventù (mi stava scappando: un errore di Giovinezza). O forse lo ha commesso il suo Ufficio stampa?

Io mi metto di traverso e dico la mia. L’errore è di entrambi, solo che quello di Coletta è emerso a causa dell’errore di Celentano. Mi spiego: chi amministra un Comune compie il suo dovere realizzando quello che ha promesso in campagna elettorale. Ciò significa che Coletta ha lavorato col suo programma, ma in nome e per conto dell’Amministrazione comunale. Celentano sta lavorando col suo programma, ma in nome e per conto dell’Amministrazione comunale. E l’Amministrazione comunale è una istituzione che opera per i Cittadini, senza soluzione di continuità. Quelli che arrivano dopo completano quello che chi stava prima non è riuscito a completare per una serie di ragioni. Ma a chi si imputa il fatto o non-fatto? All’Amministrazione comunale che dura tutto il tempo in cui sta in piedi. L’Amministrazione comunale è una, sia che la governino i rossi sia che la governino i neri o i grigi o i marrone.

Non sono Salomone, ma esprimo un’idea.

E se la Sindaca Celentano me lo consente, mi permetto anche di darle qualche suggerimento. Piccole cose che ingombrano la vita di tutti i giorni dei suoi Cittadini e su cui si stanno accumulando ritardi non degni di una giovane Amministrazione (intesa nel senso degli uomini che la interpretano). I miei suggerimenti.

1.       Latina sta subendo uno straordinario incremento di problemi legati al traffico e alla sosta urbani. Dopo il Covid sembra che le auto in città si siano moltiplicate. Molte entrano da fuori, dai centri che circondano Latina. Molte vengono usate stupidamente (la parola è esatta) per non fare 3 o 4 cento passi a piedi. A chi viene in mente di fare in macchina dal Tribunale alla Feltrinelli? Solo a pochi pigri, malati di protagonismo automobilistico. Di disabili ce ne sono pochissimi. E alle 8 di mattina non c’è una strada che non sia già stratificata da auto che parcheggiano per ore e ore in tutti i modi: buoni e pessimi. E sono parcheggi che occupano migliaia di metri quadrati per sei-sette ore, quanto dura il lavoro di ufficio. E i residenti dicono cattive parole. Come rimediare? Innanzitutto occorre conoscere i numeri: a Latina non si è mai fatto (o non è mai stato reso noto) un censimento delle auto che entrano ed escono; di quelle che “risiedono” in città e di quelle che no. Negli ultimi dodici mesi si sono creati nuovi e notevoli flussi di traffico veicolare urbano senza che se ne sia accorta l’Amministrazione. Ieri i giornali parlavano delle proteste dell’ex Campo Boario. Lo attraversano tutti per andare a via Epitaffio. Ci vuole un’altra strada. M c‘è un Piano regolatore e le strade sono armi difficili da adoperare.

2.       E invece, quelli che vengono da Pantanaccio? Col nuovo ponte sulle Acque Medie si infilano in tutte le trasversali verso la Circonvallazione: via dei Volsci, via Monti, viale Petrarca ecc. ecc. Prima erano strade urbane per residenti, ora sono autostrade. Ma non è cambiato nulla negli assetti e nei controlli. Se usano viale Petrarca, arrivando alla Circonvallazione trovano un semaforo che regola i passaggi. Ma se arrivano da via Monti trovano solo un incrocio senza segnalazioni, senza strisce, senza vigili: e le occasioni di incidenti sono pari alle prepotenze nel passare che hanno i conducenti. Occorre una rotatoria? Occorre un segnale luminoso? E’ una zona ad alta concentrazione di negozi e di servizi (banche, farmacie, chiesa, tribunale ecc. ecc.

3.       E invece cosa è stato fatto (per modo di dire)? Che le uniche due strisce pedonali di un tempo sono ormai invisibili, cancellate dall’uso, mentre ne sono state verniciate altre mooolto meno importanti. Fare economia su queste cose rivela doppia incapacità. A danno dei pedoni che attraversano e a danno che le auto che si disputano la precedenza. (fine di questa puntata)

2 Gennaio, 2024 - Nessun Commento

IL 14° VOLUME DELLE OPERE DEL PITTORE ANTONIO SICUREZZA

L’Ammiraglio Eugenio Sicurezza, già comandante generale delle Capitanerie di Porto d’Italia ed ora in meritato congedo, ha concluso la sua enorme e positiva fatica, iniziata anni fa, di rintracciare ovunque essi fossero, i dipinti del Padre, il grande artista di Formia Antonio Sicurezza, che fu anche mio professore di disegno alle Scuole Medie di Formia. Ha concluso una fatica che, quando iniziò, sembrava pressoché impossibile. Antonio Sicurezza è stato pittore prolifico, soprattutto dipingendo con colori a olio, ma non disdegnando i tratti semplici e scolpiti di carboncini, matite grasse e tutto ciò che innervava la sua fantasia compositiva.

Eugenio Sicurezza ha compiuto il suo lavoro editando il 14° volume dedicato al Padre, presso la De Luca Editori d’Arte di Roma, che ha firmato volumi di grande pregio artistico. Ho avuto l’onore e il privilegio di aiutare Eugenio Sicurezza nel suo primo e fondamentale volume della serie di 14 e questo mi ha procurato presso di lui un ricordo continuo, del quale gli sono grato.

La serie si conclude anche con il raggiungimento di un risultato “esterno”: la ricomposizione della grande pala d’altare dedicata alla chiesa formiana di San Giovanni e Lorenzo, nel rione di Mola. La pala era stata smembrata in più pezzi, alterando, così, l’intera composizione e compiendo una forzatura contro la quale Sicurezza Figlio si è fortemente battuto. L’ha vinta lui, riuscendo ad ottenere, anche con il sussidio della Soprintendenza, la ricomposizione del grande pannello, che ora fregia integro la chiesa formiana.

Il catalogo di Antonio Sicurezza ha raggiunto una cifra impressionante: 1151 dipinti sono stati rintracciati e identificati in tutta Italia, in Europa e alcune opere anche oltre Oceano. E’ una soddisfazione che si può conseguire raramente. Ora manca solo che anche il Comune di Formia (che al pittore ha riservato una sala nell’edificio comunale, si faccia l’onore di dedicare al pittore, una strada, un monumento, una piazza e contribuisca a sottolineare, come rappresentante del “genius loci”, il giusto merito di un suo figlio acquisito.

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