29 settembre, 2022 - Nessun Commento

IL SINDACO COLETTA FACEVA PAURA ALLA MAGGIONZA DI DESTRA ?

Esercitare piccole “vendette politiche” con gli strumenti forniti
dalla democrazia, non pare un buon inizio di attività della destra
pontina. La destra, che siede in grande maggioranza nel Consiglio
comunale di Latina, forse per “vendicare” la duplice sconfitta subita
ad opera di Damiano Coletta, rieletto Sindaco nell’ultima
consultazione per ben due volte (al ballottaggio e nel “recupero”
delle sezioni elettorali bocciate dal Tar), malgrado disponga di un
agguerrito nucleo di Consiglieri, ha fatto dimettere tutti i suoi
rappresentanti subito dopo l’insediamento ed ha, pertanto, avviato il
meccanismo dello scioglimento dello stesso Consiglio,  di un nuovo
commissariamento e di una nuova elezione a breve. Come se ce ne
fossero mancate negli ultimi mesi. Ed ha provocato una spesa
aggiuntiva alla finanza pubblica.

Perché è sbagliata questa “vendetta”? Perché se avessero accettato
Coletta come Sindaco avrebbero potuto condizionarlo in tutti i modi e
imporre la propria politica, ma avrebbero dovuto confrontarsi con
quella del Sindaco avversario.

Eliminando Coletta dimostrano che la loro forza doveva misurarsi con
quella del Sindaco uscente (che temono: insomma è un gesto di
debolezza), in un confronto che, evidentemente, temevano. Togliendosi
di mezzo uno scomodo avversario hanno, invece, dimostrato di volere
governare senza impacci e senza controlli politici diretti e imporre
un proprio sindaco senza confronti con nessuno. Ma perché temono
questa normalissima regola democratica?  La mia risposta si desume
dalle domande.

RispondiInoltra
31 agosto, 2022 - Nessun Commento

Nuovi archivi musicali arricchiscono la Casa della Musica di Latina

paradiso La Casa della Musica di Latina, diretta dal Maestro Claudio Paradiso (foto da You Tube Loretta Isotton) ha acquisito altro materiale archivistico relativo a compositori, musicologi, musicisti, direttori d’orchestra. La Casa della Musica sta agendo nell’ambito dei «Grandi progetti beni culturali» del Ministero della Cultura. Le nuove raccolte sono le seguenti e si aggiungono alle 200 già acquisite:

Il musicologo e collezionista Maurizio Tiberi (1939) ha donato la nastroteca creata in una vita di ricerche e motore di molte delle sue edizioni discografiche (TIMAClub), pubblicazioni e trasmissioni radiofoniche.

Marion Powell, moglie del violoncellista Francesco Strano (1940-2020), ha donato l’archivio del marito che per quarant’anni è stato prima parte del complesso I Musici.

Fondo importante è quello donato dalle sorelle Fausta Labia (1870-1935) e Maria Labia (1880-1953) contesse e soprani che cantarono con Toscanini e al cospetto dei grandi compositori dell’epoca.

Custodito da Giovanna Perea Labia (1908-1994) moglie di Simone Cuccia il fondo, contenente anche i loro archivi, è stato acquistato dall’Associazione «Amici di Piero Buscaroli» di Bologna sul mercato antiquario e donato al DMI di Latina

Federico Leone, nipote del compositore Giuseppe Mulè (1885-1951), ha donato un’altra importante parte dell’archivio del nonno che insieme a quella già presente si va a ricomporre all’interno del DMI.

Si ricongiunge a quello già presente nel DMI un altro pezzo dell’archiviodi Bernardino Molinari (1880-1952) grazie alla preziosa donazione di Alessio Tosoni.

Tra i tanti che hanno dato fiducia al DMI Claudio Paradiso ricorda Marco Cambellotti (1942-2021), nipote del grande Duilio Cambrllotti, recentemente scomparso e appassionato donatore del DMI.

La Regione Lazio pubblicherà a breve il catalogo generale degli Archivi presenti nel DMI. Sarà pronto in settembre e sarà gratuito. Chiunque ne desideri una copia può richiederla a info@dmi.it allegando il

proprio indirizzo postale. Tutto Il materiale dell’Archivio musicale è a disposizione di studiosi, ricercatori, laureandi, studenti, collezionisti, musicofili. Maggiori informazioni sul rinnovato sito web http://www.dmi.it

 

19 agosto, 2022 - Nessun Commento

MINTURNO, TORNANO DAGLI STATES OTTO LIBRI PREZIOSI DELLA CHIESA DI SAN FRANCESCO

Questa notizia non è nuova, ma non ha mai avuto la diffusione (almeno
locale) che essa meriterebbe. Intendo riferire del ritrovamento di
alcuni libri antichi provenienti dalla Biblioteca dal convento della
chiesa di San Francesco in Minturno.  Questa vicenda si ricollega
all’attività di quel reparto dell’Esercito americano che nella Seconda
guerra mondiale ebbe l’incarico di impedire che opere di grande
importanza culturale andassero disperse, distrutte o finissero nelle
mani di commercianti abusivi d’arte, con conseguente sottrazione sia
alla pubblica fruibilità, sia al patrimonio anche materiale delle
Nazioni invase dagli eserciti tedeschi.

Un film ha reso note queste azioni con molto ritardo rispetto alla
fine della guerra: quel “Monument’s Men” che ebbe come interprete
fortunato George Clooney, tuttora attivo , al quale il film ha dato
forse maggior gloria storica dei pur molti film di cui è stato valido
interprete. Nel contempo, sono state validate o sono emerse diverse
letture di quegli episodi di rapina artistica nel nome del diritto
alla preda bellica.  Voglio ricordare qui Fridolin von Senger und
Etterlin, che nella seconda guerra mondiale rivestì, tra l’altro, il
grado di generale dell’omonima Brigata, nella 17.  Divisione Corazzata
Germanica, XIV Corpo Corazzato, che combatté sul fronte di
Montecassino e sulla Linea Gustav.  Proprio in questa sua veste, Frido
von Senger, spinto da cattolico e anche dalla sua specifica adesione
laica al Benedettismo, si occupo’ di portare in salvo i tesori
dell’Abbazia di Montecassino, su una carovana di automezzi militari
che depositò in Vaticano le preziose testimonianza esistenti nella
Abbazia che sarebbe stata distrutta dagli Alleati nel febbraio 1944.
Un solo autocarro non si fermò a Roma, ma proseguì per Berlino dove
lasciò gli oggetti che trasportava nella residenza di Hermann Goering,
rimasto famoso per essere diventato un accanito collezionista di opere
d’arte trafugate dalle truppe tedesche nei vari teatri di guerra, tra
i quali l’Italia. E sotto altri e contrari aspetti qui si accenna al
ricordo del diplomatico italiano Rodolfo Siviero, che fingendosi
fedelissimo del fascismo e del nazismo, operò in Germania e in Italia
per sottrarre alla rapina tedesca opere d’arte in Toscana e in altre
zone.

I libri sono stati una delle passioni di Hitler (pur avendo ordinato
il rogo di molti volumi).Ma anche le truppe alleate, e in particolare
quelle americane  non hanno rinunciato al “diritto di preda” e quelle
che operarono a Minturno e dintorni, lungo la Linea Gustav, finirono
per appropriarsi di un consistente numero di libri dal convento della
biblioteca della Chiesa di San Francesco.

La vicenda è tornata di attualità quando la diplomazia italiana e il
reparto tutela del Patrimonio Artistico dei Carabinieri d’Italia sono
riusciti a rintracciare alcuni di quei libri e a farseli riconsegnare
secondo gli accordi diplomatici in vigore. La stessa vicenda è stata
recentemente ricordata in un articolo di Giulia Villoresi per Media
Monitoring  del 22 aprile 2022., in occasione della Giornata del
Libro.  La notizia proviene dal nipote di un soldato combattente sul
fronte della Gustav, area di Minturno, che nell’ottobre del 1943 (ma
forse è più probabile ritenere che sia stato nella primavera del 1944)
prelevò otto preziosi libri antichi dalla chiesa di San Francesco.
Quel diligente nipote raccontò di suo nonno che aveva trovato nella
chiesa i volumi e che prelevò come souvenir bellico, portandoli con sé
in Patria. Intanto, rendiamo omaggio al soldato che si interessò ai
libri e non a qualche altra cosa di meno duraturo valore. E poi
rendiamo onore al nipote (manca il nome) che si fece tramite con la
Fondazione Foundation MM (Monument’s Men) per restituire i volumi. La
restituzione, racconta il nipote, era stata un pensiero fisso del
nonno, che però non sapeva a chi rivolgersi fino a che non venne in
proiezione Monument’s Men e la conoscenza della relativa Fondazione.

Poi scattano insoliti meccanismi: la Fondazione contatta l’Ambasciata
Italiana e i libri vengono riconsegnai alle autorità Italiane che in
breve tempo li fanno giungere a Minturno e alla Chiesa di San
Francesco dalla quale furono prelevati. Di più non riesco a
raccontare, perché mi mancano le notizie che, comunque, possono essere
arricchite in breve attraverso la Foundation MM. E’ quanto ci si
augura, per completare questa storia di un recupero prestigioso e
generoso, piccolo ma positivo dettaglio della Seconda guerra mondiale
combattuta in terra pontino-aurunca.

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