Archivio per luglio, 2020
22 luglio, 2020 - Nessun Commento

L’associazione Linea Gustav ricostruisce la storia dei Vigili del Fuoco Asperti ed Enotrio e chiede che venga loro intitolata la sede del distaccamento di Castelforte

aspertiL’Associazione Linea Gustav Fronte Garigliano di Castelforte, presieduta da Giuseppe Caucci, ha aggiunto un altro pezzo alla sua benemerita azione di ricostruzione e conservazione della memoria dei terribili fatti d’arme che si svolsero sulle colline di Castelforte e SS Cosma e Damiano, oltre che di Minturno, quando fino all’11 maggio 1944 la linea di difesa invernale allestita dai tedeschi nel tentativo di frenare la risalita delle truppe alleate, l’area fu investita dalla “Operazione Diadem” che portò alla rottura del fronte e alla fine della “battaglia di Cassino”. In effetti, la battaglia di Cassino si concluse proprio sulle aspre colline che circondano Castelforte e SS Cosma e Damiano, dove le truppe marocchine del Corpo di Spedizione Francese ebbero il sopravvento sui difensori tedeschi della Gustav e li costrinsero in 48 ore ad abbandonare la linea di difesa e ad iniziare il ritiro verso Roma.

L’Associazione, dopo aver allestito l’unico museo della Seconda Guerra Mondiale in provincia di Latina, recuperando armi, divise, elmetti, apparecchi bellici meccanici, radio e oggetti personali dei Caduti sulle aspre pietraie, ha ora messo a segno un’altra bella iniziativa; il recupero pieno della memoria di due Vigili del Fuoco in servizio al Distaccamento di Castelforte e la richiesta di intitolazione dello stesso Distaccamento al loro nome. Si tratta del Vigile Giacomo Luigi Asperti e del Vigile volontario Vincenzo Enotrio.  Protagonista di questo piccolo ma significativo recupero è stato il figlio di Asperto, Battista che oggi risiede a Mozzonica in provincia di Bergamo, dove si è trasferito da tempo e dove ha messo famiglia. Opera come agente della Polizia locale.
Ascoltando il ricordo orale sul padre Giacomo dalla bocca della nonna, Asperto si è messo a caccia dei particolari che determinarono la morte del padre e del suo collega, ed ha così’ ricostruito la vicenda. Il 19 gennaio 1944, tre giorni prima dello sbarco alleato ad Anzio-Nettuno, l’area di Castelforte e Minturno fu battuta a lungo dai cannoni marini e da aerei nel quadro di un’azione di fiaccamento delle truppe tedesche. Le esplosioni provocarono molte vittime. Nel tentativo di dare soccorso a due di esse, Giacomo Asperto e Vincenzo Enotrio caricarono su un automezzo del Distaccamento Vigili del Fuoco i feriti e si avviarono sotto un fuoco massiccio verso le unità sanitarie di Formia. Nel corso del trasporto, eseguito con tutta l’urgenza richiesta dalle gravi ferite riportate dai due assistiti ma anche con tutti i pericoli che il bombardamento presentava, il veicolo di soccorso venne centrato da una bomba che ferì gravemente anche i due Vigili del Fuoco. Asperto morì subito, aveva 31anni, la moglie e quattro figli da 8 a 2 anni. La donna perse a sua volta la vita qualche mese dopo nei pressi di Littoria dove si era trasferita e i bambini crebbero affidati all’amore dei nonni e dei parenti più stretti, ma nel costante ricordo dei genitori, alimentato dai racconti della nonna. Battista  Asperto fece della ricerca di notizie sul padre un suo obiettivo di vita e finalmente è riuscito a ricostruire gli
eventi e a dimostrare il coraggio disperato del padre e del suo collega che per portare soccorso a cittadini feriti, non esitarono a
mettere a repentaglio e a perdere la loro stessa vita.

L’intitolazione del Distaccamento di Castelforte dei Vigili del Fuoco di Latina, diventò obiettivo dell’Associazione Linea Gustav  ed è una parziale compensazione di 80 anni di dimenticanza di un episodio che ora è stato ricostruito ed ha restituito la dignità della conoscenza dell’eroismo ai due Vigili del Fuoco. L’Associazione merita di essere sostenuta in questa sua azione di conferimento di un riconoscimento a due servitori dello Stato, E anche questa piccola testata è lieta di spendersi perché l’intitolazione avvenga nel più breve tempo.

9 luglio, 2020 - Nessun Commento

I SOGNI DI UN UFFICIALE DI MARINA E DI UN ALBERGATORE ROMANTICO

Cosmo e Marcella 2Cosmo di Mille, 95 anni, ha visto esplodere improvvisamente la sua tempra di storyteller, di raccontatore di ricordi, i propri ricordi. In due anni ha prodotto due libri di quei ricordi. Cosa può esservi di interessante nei ricordi di un uomo di 95 anni, che ancora lavora attivamente nell’albergo che ha creato con la moglie Marcella circa sessanta anni fa? Tutto, tutto quello che conserva ancora lucidamente nella sua lucida testa temprata alle fatiche e alle soddisfazioni di una vita passata in parte girando come ufficiale di macchina nei mari del mondo; e per un’altra e più grande parte a ricevere ospiti e a tenere su un’azienda alberghiera a Sperlonga che riceve un gran numero di ospiti stranieri, e tra essi personaggi come Jiri Pelikan che animò la Primavera di Praga e che poi, fuggito in Italia, divenne esponente e parlamentare del Partito socialista italiano, filosofo, politico di alto livello; o il rappresentante dell’Onu Staffan De Mistura, che ha spesso visitato la provincia di Latina; e la grande Tina Anselmi ministra per la DC, partigiana e donna di grandi carattere e qualità; e il deputato e poi senatore del PCI per 27 anni, Luciano Chiarante, direttore della rivista “Rinascita”; e di tanti altri personaggi che sono tornati nella Sperlonga di Cosmo Di Mille per decenni interi.

Di Mille racconta con una lucidità di espressione, una scelta di termini e una scioltezza di narrazione la sua vita da giovane diplomato dell’Istituto Nautico “Caboto” di Gaeta, poi di ufficiale di macchina uscito dalla prestigiosa Accademia Navale di Livorno, poi ufficiale navigante in numerose navi e su numerose rotte. Racconta quindi come è nato il suo albergo, come è cresciuto grazie agli sforzi professionali e all’amore per un lavoro  che di professionalità ne chiede tanta, e quindi cose che potrebbero restare nel cuore e nel ricordo di chi le visse, ma che quando vengono scritte diventano anche un paradigma di vita e un segno di saggezza e di intelligenza imprenditoriale. Dopo il vivace libro che ha dedicato ai suoi ricordi di giovane coinvolto nella Seconda guerra mondiale, è nato, così, ora “Sogni vissuti di un marinaio del ‘900”, con l’Editore deComporre Edizioni.

Un libro che si legge rapidamente e che rimane in chi lo ha letto.

5 luglio, 2020 - Nessun Commento

LA SCOMPARSA DI ANNA MANTIONE ESPERTA DI PROMOZIONE TURISTICA

MANTIONERLa provincia di Latina ha perso un personaggio che ha contribuito a scrivere la storia degli ultimi trent’anni di sviluppo del turismo. Si chiamava Anna Maria Mantione, romana di origini, viveva a Terracina. Vincitrice di un concorso pubblico presso l’Ente Provinciale per il Turismo di Latina, e, quando l’Ente fu sciolto, funzionario dell’Apt di Latina e da ultimo dell’Ufficio territoriale del Turismo di Latina sezione periferica della Agenzia Regionale del Turismo, è stata una delle colonne portanti di questi organismi pubblici.

Esperta in promozione turistica e in marketing territoriale, conoscitrice di lingue estere necessarie al suo compito, è stata donna intelligente e brillante per iniziativa, capacità organizzative, di applicazione pratica alle cose che faceva, dotata di uno spiccato senso delle relazioni pubbliche che le ha dato la possibilità di allacciare numerose amicizie e di mantenerle nei principali campi italiani e stranieri che ricadevano sotto le sue incombenze professionali. Profondamente attaccata al suo lavoro, è stata la preziosa consigliera degli organi politici ed amministrativi dell’EPT e dell’APT, collaboratrice nelle principali missioni all’estero, fino a diventare esperta dei mercati nei quali le scelte di marketing l’hanno indirizzata, e in particolare del mercato americano, che aveva collaborato a esplorare con la partecipazione decennale alle Convenmtion dell’American Society of Travel Agent – Asta. Io ho trovato in lei, più che una collega, un’amica fidata.

Interessata a tutte le attività che incontrava, curiosa e attenta all’evoluzione delle tecniche di mercato, Annamaria Mantione è stata un punto di riferimento per i suoi dirigenti e un prezioso appoggio sia per gli Operatori del Turismo della Provincia e della stessa Regione Lazio, sia per chiunque, anche in altri campi, le si rivolgeva per chiedere consigli e suggerimenti. Attiva, partecipe, professionale aveva sposato un collega, Bruno Maragoni, interprete di profressione e lui stesso operativo presso l’EPT prima e l’APT dopo, ed ora al servizio dell’Agenzia Regionale del Turismo.

Anna Mantione aveva molti amici. Aveva aderito alla religione Bahài di cui è stata esponente nazionale. Le sue spoglie, secondo i dettami della sua religione, che ha il principale centro di riferimento ad Haifa – Israele, dove sorge il grande tempio dedicato al Profeta Bahà Ullà, riposano interrate nel piccolo e raccolto cimiterto di Borgo Montello a Latina.

Buon viaggio Anna, la terra ti sia leggera.