14 Febbraio, 2026 - Nessun Commento

BUON COMPLEANNO, LATINA

Dal dottor Francesco Colacicco, già Segretario Generale delle Province di Roma e Latina e i numerosi altri enti locali, riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Latina si sta preparando per celebrare il suo primo secolo di vita ed è auspicabile lo faccia in modo degno dell’evento. E’ necessario perciò che, quasi a ridosso dell’anno centenario della sua fondazione, tutti, enti e istituzioni, con il Comune in testa, lavorino in sintonia. Eliminando, ciascuno per la parte di sua competenza, le non poche storture che ora caratterizzano in negativo il territorio.

Tra le più evidenti:

il sito dismesso di via Monte Gennaro a ridosso di via Epitaffio; l’ex SVAR; le ex Fonderie Genovesi; le ex Manifatture del Circeo; il sito di via Pionieri della Bonifica a poca distanza dai Vigili del Fuoco e quello di via Pantanaccio; il palazzo Porfiri di via Lago Ascianghi; palazzo Key; il vecchio Mercato Annonario; la casa cantoniera lungo la strada per Fogliano e quella lungo la strada B.go Piave- B.go Sabotino; alcuni poderi della Fondazione abbandonati e in rovina. Sarebbe opportuno acquistarli e ristrutturarli per l’intrinseco valore storico; lo Stallino a ridosso di Piazza del Quadrato; stabilimenti balneari dismessi con strutture fatiscenti; edifici privati sul Lungomare in stato di completo e pericolo abbandono; i locali dell’ex dancing di via Casilina Sud; il complesso edilizio incompiuto e in stato di abbandono a non molta distanza da Borgo Sabotino; gli impianti interrati per la raccolta differenziata dei rifiuti mai utilizzati di via Pio VI e di via C. Battisti; mercatino nel piazzale antistante l’Ospedale S. Maria Goretti; segnaletica del servizio trasporto urbano senza indicazione di orari e percorsi; complesso ex Rossi Sud con le essenze arboree trascurate e coperte da rovi; edifici pubblici con facciate e ingressi trascurati (vedi ex Intendenza di Finanza, ed ex Camera di Commercio) dove ci si imbatte in infissi mai riverniciati dalla loro lontana posa in opera; l’illuminazione pubblica lungo via dei Monti Lepini dopo Borgo San Michele con la palificazione in equilibrio precario; ; la segnaletica verticale carente  ma con l’indicazione di  uffici pubblici soppressi (Ufficio del Registro, INPDAP); palazzo INPDAP, ora patrimonio dell’INPS, inutilizzato; ed infine le strade e la rete fognante per lo smaltimento delle acque piovane: le une ridotte ad un autentico percorso di guerra, l’altra completamente inefficiente: con le piogge è estremamente difficile e pericoloso muoversi tanto in auto quanto a piedi.

Francesco Colacicco

 

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