25 Novembre, 2025 - Nessun Commento

FINE DELLO SHUTDOWN LATINENSE?

Lo shutdown i Latina è finito? E’ uno shutdown al contrario di quello statunitense: laggiù il blocco delle attività federali è venuto da una mancata intesa tra repubblicani e democratici; qui da noi, più casereccio, è nato da una incredibile e insospettabile (per un governo di destra che aveva promesso sfracelli) fiacca nell’azione amministrativa. La si riconosce da tante cose: dalla sporcizia in cui la città è condannata; dalle foglie d’autunno che si sono sovrapposte a quelle delle ventolate di primavera e stanno sommergendo la Città; dalla ormai leggendaria lentezza con la quale procedono i lavori per restituire alla Città i suoi amati “giardinetti”, oggi Parco Falcone e Borsellino; dal fermo di decisioni minime come il riconoscimento del 25 maggio come la festa della liberazione, nel 1944, dai fascisti di Salò (e anche da quegli altri); o come rifare le strisce pedonali; o come imporre a palazzi il cui marciapiedi è sprofondato da mesi (vedi via Fabio Filzi)  di ripristinare il passaggio; o quando fare iniziare ai proprietari i lavori di messa in sicurezza del ”palazzo Feltrinelli”, eccetera eccetera.

In questi primi giorni di novembre, forse in omaggio a tutti i Santi, il Comune ha dato segni di risveglio dal semicoma in cui era piombato. Come i cittadini del centro (ossia dell’Isola pedonale) avranno constatato con soddisfazione enormi macchine per lavori stradali hanno ingombrato per un giorno e mezzo piazza della Libertà e strade circostanti. Per fare cosa? Per rifare il manto stradale, un po’ grattato e con qualche graffio. Non sappiamo quanto siano costati i lavori per ripristinare qualche centinaio di metri ad esaltazione dell’Isola pedonale (monumento contraddittorio della politica locale: qui si riparano le strade vietate alle macchine; a piazza del Popolo si sfregia l’Isola pedonale aprendovi una via automobilistica fino a via Diaz). Da piccolo  e insignificante cittadino di questa Città, mi sarei aspettato che venisse resa più percorribile e sicura la Circonvallazione sulla quale transitano quotidianamente migliaia di auto, su un asfalto ormai scomparso e divorato da lunghi tratti di buche e di disintegrazione. E mi sarei aspettato che in alcuni tratti della stessa Circonvallazione (viale dello Statuto, viale XVIII dicembre, ecc) venissero spesi soldi – molti meno che per l’Isola – per tracciare strisce pedonali ormai scomparse da un paio di anni. Sembra quasi che si privilegi una passata di cipria sul volto rugoso di una Città che sta per compiere cento anni. E li dimostra tutti.

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