18 gennaio, 2014 - 1 Commento

I 70 ANNI DELLA BATTAGLIA DI CISTERNA

Foto riservata IWM Londra

Tra il 22 e il 25 maggio le forze alleate impegnate da sei mesi sui due fronti della Gustav (Garigliano) e dell’area di sbarco Anzio-Nettuno fronte di Littoria-Cisterna-Aprilia, affrontarono l’ultima e sanguinosa battaglia in terra pontina, dando l’assalto a quella che i tedeschi definirono una “festung”, una fortezza: a Cisterna di Littoria. I tedeschi si erano convinti che il tentativo di sfondare la testa di ponte sarebbe passato per la zona di Aprilia che era stata teatro delle quattro sanguinose battaglie fra febbraio e metà marzo 1944, ossia l’area compresa tra Tor San Lorenzo-Moletta-Aprilia, sul fianco nord-occidentale del fronte “romano”. Che gli alleati puntassero, invece, a rovesciarsi alle spalle di Cisterna apparve chiaro solo quando ormai per i tedeschi non esistevano più le possibilità di rafforzare quella difesa. L’attacco su Cisterna iniziò alle 5.45 del 23 maggio, quando tutte le batterie alleate fra Spaccasassi e canale Mussolini, circa 500 cannoni, aprirono il fuoco. Inizialmente sembrò ai tedeschi il solito fuoco che ricevevano quotidianamente. Per 40 minuti piovvero migliaia di proiettili. Alle 6.25 iniziò la seconda fase, il martellamento aereo affidato a 60 bombardieri del 12° Tactical Air Command. Altri aerei mossero due ore dopo, alle 8.30, sui dintorni dell’obiettivo principale: furono bombardati in particolare prima Sezze (94 morti e 116 feriti), poi la zona di Priverno (una trentina di morti). Esaurito l’attacco aereo, partì la fanteria e i corazzati americani: la 3^ e la 45^ divisione di fanti e la 1^ divisione corazzata, schierate lungo un fronte tra la Croce a oltre Le Castella. Il settore più orientale fu affidato alla 1^ Forza di Servizio Speciale, unità americano-canadese di commandos, tra Borgo Flora e canale Mussolini. Da parte tedesca, la città era affidata al LXXVI Panzercorps (362^ e 715^ divisioni di fanteria) , più un reggimento corazzato della 3^ divisione Panzergrenadier. Protetta da un’enorme quantità di reticolati e da campi minati, Cisterna era difesa in centro da capisaldi con mitragliatrici, che formavano una catena di fuoco. La battaglia ebbe fasi alterne e durò fino all’alba del 25 maggio quando i resti del 955° reggimento germanico si ritirarono fra le rovine di Cisterna, mentre la 3^ divisione US raggiungeva la strada Cisterna-Cori. Intanto la 362^ divisione germanica aveva deciso di abbandonare la difesa di Cisterna già nel pomeriggio del 24 maggio, quando la 4^ divisione corazzata US aveva accerchiato i tedeschi da ovest, spingendosi sulla Cori-Valmontone, mentre la 1^ Forza di Servizio Speciale l’aveva fatto da est, spingendosi verso monte Arrestino a Cori. Il cronista della BBC Vaughan Thomas che aveva seguito la battaglia comunicò gli ultimi atti: gli americani “avanzarono combattendo lentamente fino al centro della città, sinché non raggiunsero il mucchio di macerie che segnava il palazzo della piazza principale [palazzo Caetani]. Duecento uomini della guarnigione tedesca uscirono strascinando i piedi dai nascondigli, con le mani in alto e coperti dalla polvere delle mura crollate. Quando scendemmo nella grande cantina sotto il palazzo dove i tedeschi si erano riparati durante il bombardamento, vi trovammo un mucchio puzzolente di morti e feriti, coperti di sporcizia e di vestiti sudici”.

 

 

 

1 Commento

  • Viene spontaneo pensare alla giusta proposta di medaglia d’oro per la città di Cisterna ( oltre che per Formia ) già avanzata in questo blog.

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