22 dicembre, 2022 - Nessun Commento

LATINA 90: IL FALLIMENTO DEL RITIRO DEI RIFIUTI URBANI

WhatsApp Image 2022-12-22 at 16.16.56 WhatsApp Image 2022-12-22 at 16.16.55 WhatsApp Image 2022-12-22 at 16.16.54 WhatsApp Image 2022-12-22 at 16.16.53 WhatsApp Image 2022-12-22 at 16.16.52Il 2022 rappresenta forse la Caporetto di Latina dal punto di vista della raccolta dei rifiuti. C’è stato un concorso deludente, se non colpevole, sia da parte della cittadinanza di Latina, sia da parte del servizio della Società ABC, che ha fatto di questo anno di esperienza il suo (speriamo) peggiore anno, nel senso che ci auguriamo tutti che il 2023 segni una decisa inversione di tendenza. Il servizio è stato carente e gli effetti si vedono ogni giorno. Dal canto suo la cittadinanza non ha mostrato, almeno nel centro “storico”, la maturità che si pretende da una città di ormai 90anni. Si pretende il rispetto delle regole nel conferimento della immondizia casalinga: per orario, per qualità di selezione dei rifiuti, per modalità di conferimento, per rifiuto della diffusa e incivile pratica di depositare dovunque qualunque cosa. Mobili, resti di gabinetti, di caldaie, di termosifoni, di specchi, di cartoni, di ogni cosa ingombrante e indecorosa sono stati lasciati sui marciapiedi, come se la città fosse divenuta una discarica autorizzata. Dal canto suo ABC ha mostrato deficienze organizzative e operative  continue, persistenti, recidive. La città è coperta da una coltre di foglie staccatesi dai platani che sono belli quando sono “vestiti”, ma che procurano tanti problemi quando si spogliano. Le foglie non vengono raccolte da almeno un anno e formano in alcune zone (dietro il Tribunale, ad esempio) una coltre che imbratta gli usci delle case, intasa le caditoie per lo smaltimento delle acque piovane, si trasforma in paludosi ingombri sui quali si affonda, ci si immerge involontariamente, si scivola, ci si procurano danni. Questo accadeva ai tempi dell’amministrazione Coletta, ma avviene anche ai tempi dell’amministrazione straordinaria, commissariale. Ciò significa almeno due cose: che manca la sorveglianza, che ABC è inadempiente ai suoi obblighi di pulire la
città, che manca qualsiasi operazione di raccolta anche sui marciapiedi. E questo diventa anche colpa e responsabilità di chi opera nel lavoro retribuito di ritirare rifiuti.
Eppure si paga la Tari, che aumenta anno dopo anno. Le cose sono da tempo intollerabili, ABC non comunica con la sua utenza: non la sollecita a migliorare, manca una conosciuta divisione di zone di raccolta, è stato inviato una sola volta un misero opuscolo che illustrava come la città sia divisa in zone. Carte illeggibili, specialmente nei punti di confine tra una zona e l’altra. Mancano aggiornamenti, mancano esortazioni, manca colloquio, manca uno sportello per la raccolta di segnalazioni. O almeno ne manca la conoscenza. E manca l’azione collaborativa del personale amministrativo del Comune, che si limita a lavorare solo quando sta dietro le scrivanie, quando lo fa. Per il resto si ritiene esentato dal dovere di segnalare, di aiutare a migliorare il servizio, di controllare che le cose si facciano, di sentirsi parte attiva e presente di un pubblico impiego.

Il Teatro D’Annunzio è stato riaperto: speriamo che si riapra anche un servizio rifiuti che è fallito con le amministrazioni di centro destra (Latina Ambiente) e  anche con l’Amministrazione Coletta. Ma non spetta agli Amministratori ritirare i rifiuti. Spetta anche al corpo amministrativo, spetta anche ai cittadini, spetta anche e soprattutto alla società ABC.

Speriamo nel 2023? Chissà.

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