12 agosto, 2021 - Nessun Commento

I ROSICONI

vergognaIl cittadino che protesta (sbagliando) per il cimitero
E’ cominciata la campagna elettorale e cominciano anche a vedersi i  raffigurato, un manifesto che un cittadino ha indirizzato al Sindaco Damiano Coletta accusandolo di non aver stracciato la convenzione che l’ex sindaco Zaccheo (candidato anche a queste elezioni) ha firmato con la società Ipogeo per la gestione del cimitero comunale. E’ nota la polemica che la decisione di Zaccheo sollevò, a suo tempo, tra i cittadini, alcuni dei quali si radunarono persino a protestare in piazza del Popolo sollecitando l’allora sindaco Zaccheo a revocare la decisione, cosa che non è avvenuta. Ora il cittadino protesta prendendosela con Coletta e accusando lui di avere introdotto la “tassa sui morti”; ma lascia in pace l’autore della convenzione, l’ex sindaco Zaccheo. Ma il cittadino sa che cosa significa revocare un contratto già “onorato” da Zaccheo, senza esporre il Comune a denuncia per inadempimento, con relativi danni? Perché il cittadino non se la prende direttamente con Zaccheo che concorre alle elezioni proprio contro Coletta?

desaluQuando “nun ce vonno sta’”
La splendida vittoria olimpica (doppia) di Marcell Jacobs suscitò a suo tempo un tale “ròsico” tra Inglesi e Francesi (e inizialmente
anche Americani) che tirarono fuori dalle loro cassette di sicurezza  alcuni ignobili pretesti non per criticare i loro rappresentanti
sconfitti sulla 100 metri e sulla 4×100, dove erano stati stracciati da Jacobs nei 100 e da Jacobs, Desalu, Patta e Tortu nella staffetta, ma per svilire due splendide vittorie Italiane. Gli Americani il giorno dopo hanno riconosciuto la superiorità azzurra, mentre gli ex Europei Inglesi e gli europei Francesi hanno continuato a insinuare, invece di inginocchiarsi di fronte alla strapotenza dei vincitori e campioni olimpici. Lasciamoli rosicare, prima o poi gli passerà.

Olimpiadi, gli eroi “colorati” e Salvini

Salvini, il maestro della parola pronta, appropriata, efficace, ironica si è fatto cogliere ancora una volta impreparato, sempre
d’estate, sempre al Papetee. Ricordate le parole di un paio di anni fa che gli costarono la perdita del Governo? Ricordate quante parole ha detto contro i migranti (quelli che vengono dall’Africa colonizzata e depredata anche dagli Italiani del fascio; e quelli che vengono dal Sud, definiti come colerosi ed altri aggettivi simpatici come questo). Stavolta le parole gli sono mancate quando ha visto le medaglie che hanno portato all’Italia gli atleti “di colore”, quelli dalla pelle diversa dalla nostra, che hanno gareggiato per l’Italia e le hanno regalato un bel mucchietto di medaglie. Salvini non si è sentito, o  on si è sentito con la solita altezzosa polemica. Ha taciuto. E non ha avuto neppure il coraggio di chiedere che le medaglie vinte dagli Italiani “colorati” dovrebbero essere restituite. Riscuoterebbe molte pernacchie. E intanto rosica.

Durigon, sottosegretario anti Costituzione
Sapete tutti (è diventato un caso nazionale) che il sottosegretario pontino Durigon ha promesso che cancellerà dai “giardinetti” di Latina i nomi di quei tali Falcone e Borsellino che forse non ha mai sentito nominare. Ha promesso che se vincerà le elezioni  a Latina restituirà al parco cittadino lo “storico” nome di Arnaldo Mussolini, il fratello del duce che faceva le cose che non si possono raccontare (leggete il titolo de “Il resto del Carlino”, qui a accanto). Durigon forse si è fermato a leggere la Costituzione fino a prima delle Norme transitorie, che vietano ogni azione volta a ricostituire il disciolto partito fascista, che ha distrutto un Paese intero dopo averlo portato inerme e impreparato in una guerra impari, alleato di un criminale come Adolf Hitler. Ora si legga anche “Il resto del Carlino”. Durigon fa il sottosegretario, perché l’Italia è un paese curioso e accetta tutti. Poi li prova. E speriamo che li bocci. Durigon rosicherà a queste parole. Ma se le merita tutte.

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