18 giugno, 2021 - 1 Commento

COSMO DI MILLE MARINAIO DEL ‘900 ALBERGATORE E SCRITTORE

COSMO DI MILLECosmo Di Mille ha atteso di compiere cinque anni fa il suo 90° e felice compleanno, e a quel punto, come lo scrittore sloveno di Trieste Boris Pahor, ha cominciato a guardare indietro nella propria memoria e a far rinascere la sua straordinaria esperienza di marinaio di navi militari e mercantili, di albergatore e, prima ancora, di adolescente sbattuto in una guerra di cui non sapeva nulla, vissuta sulle balze dei monti Aurunci, tra stenti e paure, lui diciassettenne costretto a farsi carico di una famiglia condannata allo sbando dalla follìa fascista. Da quel momento la sua fervida e fresca mente non si è più arrestata nel ricostruire il filo di una lunga, colorita, densa vita, vissuta tra le avventure in mare dove lo portava la sua professione di Capitano di macchina  diplomato all’Accademia Navale di Livorno; e le avventure di terra, dove, infine, si era ritirato per svolgere un
mestiere tutto diverso ma altrettanto ricco di colori, fatica e soddisfazioni, quello di albergatore nella bella città di Sperlonga.

Questo risveglio di vita gli ha consentito fino ad oggi di scrivere ben tre agili e suggestivi libri di ricordi: nel 2017 “Come fuscelli
nel vento”, nel 2020 “Sogni vissuti di un marinaio del ‘900”, ed ora “Relitti e nostalgie di un marinaio del ‘900”. E’ appena uscito e lo ha dedicato in particolare agli Ospiti del suo Parkhotel Fiorelle, che tornano a visitarlo anche da quaranta anni. Sono soprattutto Ospiti stranieri, che hanno trovato nella struttura ricettiva portata avanti da Cosmo Di Mille e dalla carissima moglie Marcella, scomparsa qualche anno fa, le caratteristiche di una vacanza serena, nel silenzio del mare, nella pulizia della spiaggia, nella serenità della campagna occidentale del paese.

Il terzo libro, si diceva, è stato pubblicato proprio mentre la triste annata della clausura da Covid terminava e la vita si apriva a nuove esperienze: un segno beneaugurante, come sottolinea la giornalista e poetessa Sandra Cervone, che ha prefato l’opera. Questo terzo libro lo considero un poi’ anche mio, perché Cosmo mi ha pregato di leggere i primissimi capitoli alla fine della estate 2020, ed io l’ho fatto non solo col piacere di un amico, ma anche con la sorpresa di un lettore che si trova di fronte a una mente fresca che vive l’oggi (Cosmo continua a gestire la sua azienda a 95 anni) , ma anche ad una memoria prodigiosamente evocativa.

Quanto è necessario per riconciliarsi con la vita, anche se dai titoli dei libri traspare una sottile vena di malinconia (e come non
comprenderlo?) che non induce, però, alla tristezza delle cose passate, ma alla gioia del presente e del futuro che si specchia in
quel passato.  Ho conosciuto Cosmo forse più 40 anni fa, quando facevo il mestiere di Direttore di un ente provinciale che si occupava di turismo. L’ho conosciuto, dunque, come un “cliente”. Ci siamo dati per oltre quarant’anni del “Lei”, rigorosamente. L’uscita dal lavoro per il mio pensionamento mi ha riportato sulle orme di Cosmo, anche io col leggero peso dei miei non più giovanili anni, e allora abbiamo deciso di darci un meno formale “Tu” nelle conversazioni. Il rispetto dei ruoli era stato salvato, ora si trattava di rispettare un ruolo diverso fondato sul rispetto reciproco e sull’amicizia disinteressata.
Ed è tutto molto bello. Auguri Cosmo!

1 Commento

  • Mi hanno piacevolmente sorpreso gli elogi nei mioei riguardi dell’amico Piergiacomo, a cui mi lega una lunga e rispettosa amicizia sin da quando era direttore dell’EPT di Latina. Con la sua direzione illuminata mi è stato sempre di valido aiuto con consigli e iniziative che sembravano impossibili. Di questo gli sono perennemente grato. Un grazie anche a Sandra Cervone a cui mi lega una lontana parentela, tramite la famiglia d’Agnese.

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