15 ottobre, 2013 - Nessun Commento

3. LA SCUOLA DI CASAL DELLE PALME DA ELEMENTARE AD ASILO D’INFANZIA

Foto dal sito Flickr di Xavier de Jauréguiberry (scattata 28 maggio 2009)

Gelasio Caetani acconsentì alla richiesta di Alessandro Marcucci e mise a disposizione la terra necessaria, ma Marcucci, incoraggiato da questo primo passo, ne compì un secondo, quando chiese a Gelasio di potersi approvvigionare presso una sua cava delle pietre necessarie per gettare le fondamenta ed erigere i muri. Gelasio si mise a disposizione anche stavolta: le carte documentano l’atto concessorio, così come consentono di ricordare che il terreno necessario a edificare la scuola venne da Gelasio donato, pur essendogli stata prospettata da Marcucci la possibilità di pagare un corrispettivo. Gelasio considerava come la sua preferita questa scuola, perché si trovava fra le sue unità coloniche organizzate o in corso di bonifica e colonizzazione, E continuò a seguirla anche quando, in seguito all’apertura della scuola elementare della Botte, l’edificio di Casal delle Palme venne destinato, alla fine del 1933, dall’Ente scuole per i Contadini ad asilo d’infanzia, previo adattamento e nuovo arredo.

La scuoletta dedicata a Cena divenne, perciò, in breve tempo il primo asilo infantile in assoluto in terra di bonifica, ed ospitava circa cento bambini dai 3 ai 6 anni, figli dei coloni e degli operai della zona. A Casal del Palme Gelasio contribuì anche sostenendo parte delle spese della refezione, che veniva erogata gratuitamente dall’Ente Scuole, e fornendo anche la legna necessaria per “gli usi cotidiani della cucina e dell’asilo”. E contribuì anche alle spese di arredamento.

La scuola, arredata da un trittico di Duilio Cambellotti, perdette progressivamente d’importanza via via che la bonifica avanmzava e che si creava la città di Littoria e i Borghi che la circondano. Riemersa dalle nebbie dell’abbandono, i fratelli Cambellotti s’incaricarono di restituirla alla sua originaria dighnità, procedendo ad un restauro su finanziamento del Comune di Latina. Ma la scuola non è mai decollata: non come scuola, e questo si sapevga; ma neppjure come simbolo di un’età ormai storica. E, comunque in omaggio al denaro che privati e Comune hanno speso per costruirla prima e riattarla poi. (Fine)

 

 

 

 

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