6 agosto, 2012 - 1 Commento

MARE SPORCO, COLPA DI CHI?

E’ un’estate sfortunata questa, in provincia di Latina. Non bastava il brusco calo dei flussi turistici (anche nei proprietari di seconde case, e anche ora, in pieno agosto) ci si è messo anche il mare sporco. E se il record dei record è stato l’approdo sulla spiaggia di Terracina di un frigorifero (esatto: un frigorifero), non ci siamo fatti mancare molte altre cose. La domanda è la seguente: di chi è colpa?

La risposta mia personale, ma non campata in aria, è la seguente: per gran parte è colpa dei canali che sgrondano a mare. Essi sono stati ricchezza per la bonifica e l’agricoltura, ma sono da sempre i nemici giurati delle spiagge pontine. Essi provengono dall’interno, dove si caricano di rifiuti di ogni genere (sversati da gente che abita lungo i corsi d’acqua, che sono presi come sversatoi anche da aziende zootecniche e agricole che operano nell’Agro Pontino. Gente che in questo modo crede di risparmiare, danneggiando l’economia turistica).

Ma è colpa anche di chi non vigila sui canali o non impedisce che essi veicolino fino a mare schifezze di ogni genere. Una sola griglia, istallata al Portatore alcuni anni fa, fa da barriera ad uno solo dei corsi d’acqua, anche se il principale. Poi null’altro. Naturalmente la colpa primaria è di chi si libera di tutto in acqua:, persino di micidiali e velenosissimi accumulatori di autovetture, com’è accaduto per il canale delle Acque Medie. C’è da augurarsi che dopo la scoperta (su segnalazione di qualcuno) del deposito subacqueo di veleni, siano state avviate le indagini per risalire all’autore. Le batterie d’auto hanno una serie di dati che le rendono identificabili: risalendo all’indietro la catena (il propreietario/i, manutenzione, cambio di accumulatori, meccanici, ecc.)  si può arrivare al responsabile. Il quale potrebbe essere premiato in un modo: lasciandolo “a mollo” in una piscina insieme agli accumulatori di cui si è liberato in modo così criminale.

1 Commento

  • Spesso basta copiare.
    Mi sono trovato in Nord Europa e i canali sono molto diffusi . In Belgio confluiscono in un fiume ma non c’è mai l’ombra di uno scarico e la manutenzione dei canali è ciclica e continua. Il controllo affidato a ditte private rende i proprietari di aziende agricole responsabili penalmente e in caso di danno ambientale devono occuparsi economicamente del risanamento .

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