8 agosto, 2012 - Nessun Commento

IL PARCO DEL CIRCEO, UN SOPRAVVISSUTO PERENNE
IL MINISTRO CLINI BATTA UN COLPO

Il Ministro dell'Ambiente Corrado Clini

L’ultima notizia sul Parco del Circeo è la decisione di sette membri del Consiglio Direttivo (tutti quelli presenti alla seduta del 7 agosto 2012) di dimettersi, in segno di unitaria protesta per l’ulteriore taglio dei già scarsi fondi assegnati per la sua gestione (improbabili ad assicurarne la sopravvivenza). Torniamo, perciò, a 50 anni fa, quando un giornalista americano, parlando dello “stupro del Parco” in relazione al massacro edilizio che vi si stava compiendo, evidenziava anche il rischio della sua cancellazione dagli elenchi dei luoghi censiti dall’Unesco come luoghi da tutelare. Quegli anni di crisi furono superati grazie ad una intelligente sollevazione comune e all’alleanza tra il Parco – all’epoca diretto dal Forestale Enrico Ortese – e il Ministero dell’Agricoltura e Foreste (all’epoca competente), nella persona del Direttore Generale Alessandrini. Il Parco rinacque, trovò forza e convincimento, si affermò e salvò l’identità naturalistica dell’area, consentendole di poter continuare a proporsi come ambiente “diverso” e meritevole di essere goduto: ossia consentendole di fare un turismo valido e produttivo di ricadute economiche. Vero è che negli stessi anni mai è venuto meno l’attacco contro chi si faceva portavoce di questo elementare principio: senza risorse ambientali non si fa turismo. Poi è venuta l’occasione: il desiderio di riportare in loco il centro di potere e di gestione (l’Ente Parco), potere frainteso dall’esercizio di un’azione di mero consumo del territorio portata avanti proprio da rappresentanti locali, ha consegnato il Parco ad una nuova devastante crisi. C’è stata una difesa feroce da parte di alcuni illuminati che hanno lavorato per tutti; ma c’è stato anche lo scardinamento di alcuni principi basilari di conduzione, ad iniziare dal dualismo tra l’ “amministrazione” del Parco e il Corpo Forestale dello Stato. Un dualismo inatteso e quasi letale. Ad esso poi si è aggiunta la politica dei “tagli lineari” di spesa, che ha ridotto a zero le risorse finanziarie indispensabili a salvare questo incommensurabile bene. Le dimissioni in massa dei Consiglieri sono un gesto di protesta indirizzato al Ministero dell’Ambiente, che è retto in questi mesi da un ministro pontino, Corrado Clini. Da lui lui il Parco Nazionale del Circeo si attende una risposta. E, nel frattempo, questa è la cronaca dei fatti.

“Si è svolta oggi l’ultima riunione del Consiglio Direttivo dell’Ente Parco Circeo che ha approvato il Rendiconto generale 2011 e gli atti relativi compreso l’elenco dei residui al 31.12.2011. E’ stata inoltre sottoscritta la convenzione con la Fondazione Cesaretti tesa a sviluppare analisi socioeconomiche che il Consiglio in prima battuta ha ritenuto debbano essere destinate al comparto agricolo. L’occasione è stata anche quella di fare un bilancio sulle attività dell’Ente degli ultimi anni, il Consiglio all’unanimità ha condiviso l’importanza del grande lavoro svolto concretizzatosi nel Piano e nel Regolamento del Parco. Ha inoltre condiviso che l’Ente ha prodotto una diversa percezione nell’opinione pubblica rispetto al ruolo del Parco e a quanto questo possa davvero rappresentare una enorme risorsa per il territorio. Considerando perciò la difficoltà operativa in cui l’Ente è costretto ad operare, tutti i Consiglieri presenti hanno ritenuto di dover esprimere un richiamo forte alle istituzioni per individuare soluzioni idonee non solo al funzionamento dell’Ente ma anche allo svolgimento di tutte le funzioni attribuite per legge, dalla tutela alla promozione socioeconomica, dall’educazione ambientale alla vigilanza e prevenzione.
Tutti e sette i Consiglieri presenti (Blasi, Carrabs, Cipparone, Di Marco, Ialongo, Lucci e Schiano) hanno pertanto deciso di rassegnare le dimissioni approvando il seguente testo:
“I seguenti Consiglieri dell’Ente Parco Nazionale del Circeo,
Preso atto della situazione strutturale e finanziaria nella quale si trova l’Ente, unico parco che deve affrontare un tale livello di scarsità di risorse notevolmente sotto il livello minimo di sussistenza;
Nel ringraziare lo staff del Parco per il tramite del Direttore, per l’impegno finora assunto di garantirne il funzionamento nonostante tale situazione al limite;
Pur consapevoli che l’Ente è nell’imminente vigilia di un probabile commissariamento;
Ritengono necessario presentare le proprie dimissioni
Al fine di rendere maggiormente evidente la situazione di estrema crisi strutturale in cui versa l’Ente, situazione che necessita di una soluzione radicale che vede in una diversa strutturazione di pianta organica e di bilancio la possibilità di svolgere le funzioni di legge.
In tal senso rivolgono un appello preoccupato, per quanto di competenza, al Ministero Ambiente e Tutela del Territorio e del mare e alla Regione Lazio affinché si possano trovare rapidamente le soluzioni più idonee, ed un appello anche al CFS perché si possa aumentare il rapporto di collaborazione e di partecipazione per la difesa e valorizzazione del Parco per una gestione delle aree demaniali coerente con gli obiettivi individuati dal Piano.
I sottoscritti Consiglieri auspicano infine che si possa compiere l’adozione e l’approvazione definitiva del Piano e del Regolamento del Parco per trovare una concreta occasione di tutela e promozione di questo territorio in modo condiviso e partecipato”.

 

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