2 maggio, 2012 - 1 Commento

PROTAGONISTI DELLA CULTURA PONTINA
Baldo Conticello, l’ “inventore” di Sperlonga e Minturnae

BALDO CONTICELLO

Baldo Conticello ci ha lasciati il 28 dicembre 2011, ma ricordarlo su questo Blog è doveroso, essendo stato uno dei protagonisti della nascita e del lancio di due siti archeologici noti in tutta Italia e nel mondo: il sito di Sperlonga  ( restauro dei gruppi scultorei della leggenda di Ulisse; Museo Nazionale e area dell’Antro e della c.d. Villa di Tiberio); e quello di Minturnae (Teatro romano e città italico-romana:

alcuni dei suoi maggiori reperti si trovano al Philadelphia Museum of Art e al Museo archeologico di Zagabria, Croazia). Di Baldo Conticello il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha pubblicato sul suo sito ufficiale (www.archeologia.beniculturali.it, Approfondimenti tematici – Protagonisti – Baldassare Conticello) il profilo dello studioso che tanto ha contribuito alla ricerca archeologica.

Ho avuto la fortuna di conoscere Baldo, e diventarne amico, quando, ancora giovane archeologo,  sbarcò in provincia di Latina, dove avrebbe piantato le sue tende di ricercatore per lasciarvi i tesori sopra accennati.

. Una succosa epitome della esperienza sperlongana, in occasione dei 50 anni degli scavi, è contenuta nel volume pubblicato nel 2008, La via Litoranea Flacca 1958-2008, che ho avuto il piacere di curare e di contribuire a scrivere.

Baldo, oltre ai suoi saggi scientifici e alle sue guide, nell’ultima parte della sua vita ha scritto anche libri di narrativa: nel dicembre 2010, ai Musei Capitolini di Roma, ha presentato  il suo volume Da grande farò l’Archeologo, una gustosa narrazione in chiave autobiografica, dalla nascita al conseguimento della laurea in Archeologia (1955). Le esperienze da lui vissute presso la Scuola di perfezionamento di Atene (1956) sono invece presentate nel libro Scuola d’Archeologo, pubblicato nel 2005. Era sua intenzione raccontare nel terzo volume, rimasto incompiuto, la straordinarie conoscenze professionali ed emotive vissute a Sperlonga, Minturnae, Terracina (a questa città ha deddicato anche una guida), e soprattutto di quelle maturate in dieci anni (1984-1994) di titolare di uno dei siti archeologici più importanti al mondo, la Soprintendendeza archeologica di Pompei (ed Ercolano). Qui la sua politica culturale è stata soprattutto volta al restauro e alla messa in sicurezza dei luoghi, oltre allo scavo archeologico (la Casa dei Casti amanti), sostituendo già negli anni ottanta il cemento con il legno lamellare. I suoi restauri nel corso degli anni non hanno subìto nessun mutamento e sarrebbe stato importante prenderli da esempio. Baldo ha fatto tutto quello che, fino alla sua presenza nel 1994 ha impedito il degrado e l’abbandono che hanno successivamente portato Pompei sulle cronache dei giornali per i crolli. La sua testimonianza lavorativa è ampiamente descritta in numerose pagine scientifiche internazionali.

1 Commento

  • Non avevo mai letto questo blog. La ringrazio per lo splendido ricordo di mio padre

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