2 Novembre, 2026 - Nessun Commento

VENTOTENE, EX CARCERE SANTO STEFANO SI LAVORA AL PROGETTO PER L’APPRODO

Conclusi i lavori di messa in sicurezza,  l’obiettivo prossimo del progetto per il recupero e riuso dell’ex carcere di Santo Stefano di Ventotene  è la definizione progettuale ed esecutiva dell’approdo all’isoletta. Finora, accedere a Santo Stefano è consentito  massimamente d’estate e nelle stagioni prossime al tempo buono, ma in vista di un utilizzo su ampia scala del complesso carcerario restaurato e con una funzione nuova, si debbono ampliare le possibilità di approdarvi in sicurezza in ogni stagione. L’attuale approdo è affidato alla clemenza del mare, all’agilità dei visitatori e a circostanze che coinvolgono necessariamente una percentuale di rischio di danni. Con l’ulteriore stanziamento di 10 milioni i euro che si aggiungono ai 70 disposti dall’ex Governo Renzi, che ha reso possibile il progetto, si tratta di conciliare le indispensabili condizioni di accesso in sicurezza e nel rispetto del complesso ecosistema naturalistico.

il focus, dunque,  è l’approdo in vista dei lavori definitivi. Il Commissario straordinario di Governo per il recupero , Marinello, ha reso disponibile la conoscenza dello status dei lavori in corso e, più in generale, degli obiettivi del progettp i recupero. Sono ora agibili le aree interessate dagli interventi di definitiva sistemazione della cittadella carceraria, per la cui realizzazione a breve sarà bandita una procedura di gara. Il focus del Commissario Marinello, è ora l’approdo e il lotto funzionale: i due più complessi, ma anche necessari interventi del CIS per garantire la logistica, la fruibilità e la sostenibilità generale del Progetto.

“In questa fase – osserva il Commissario – , l’approdo è l’intervento che più di ogni altro incide sul futuro del Progetto. Ritengo che Invitalia abbia lavorato con la massima attenzione e competenza e sono fiducioso che le questioni ancora aperte possano essere risolte a breve, consentendo l’avvio dell’intervento. Per il lotto funzionale, invece, stiamo lavorando a stretto contatto con l’Amministrazione comunale di Ventotene per individuare l’area più idonea, uno spazio essenziale al funzionamento della futura Fondazione che gestirà il bene una volta completati i lavori”,  ha dichiarato il Commissario Marinello.

27 Ottobre, 2026 - Nessun Commento

LETTERA APERTA ALL’ASSESSORE ALL’AMBIENTE

Eregio Assessore,

la settimana scorsa, commentando le sue indagini sul numero di caditoie che esistono a Latina e sul costo per mantenerle libere da intralci che impediscono lo svuotamento delle acque piovane, auspicavamo che Ella avrebbe assunto e fatto assumere subitanee manovre di bilancio per assicurarsi quel milione di euro che, secondo i Suoi calcoli, necessiterebbe per svuotarle subito. Il temporale della notte tra il 20 e il 21 ottobre, un nuovo temporale, largamente annunciato dai bollettini meteo, ha trasformato, per l’ennesima volta, la Città di Latina (la cui gestione è affidata a Lei e ai Suoi Colleghi Assessori, capitanati dal Sindaco), è andata “sott’acqua’?, come si dice con poche e spicce parole.

Registriamo questo nuovo fallimento dell’Amministrazione ma siamo costretti ad aggiungere un dettaglio. Il Comune, e nello specifico il Suo Assessorato, non solo ha ignorato una esigenza primaria, come la pulizia e quindi anche la salute pubblica, ma ha anche omesso di garantire la pulizia, l’igiene, la dignità di aree che appartengono direttamente al Comune. Pubblichiamo qui una orrenda fotografia ripresa la mattina del 21 ottobre, tra due palazzi di via degli Elleni: se non è abbastanza leggibile, diremo anche che se quel terreno fosse stato di privati, il Comune sarebbe intervenuto a danno degli stessi, con multe, denunce e diffide. E, invece, la cosa ridicola è che il Comune ha mandato davvero i Vigili Urbani, che hanno verbalizzato lo stato di schifo che esiste tra due palazzi del quartiere Santa Chiara, relativamente recenti, ma lo stava addebitando ai privati. I quali hanno poi precisato ai Vigili che stavano denunciando, multando e diffidando se stessi, cioè il Comune che è il proprietario di quell’area di confine. No sappiamo se i Vigili Urbani abbiano effettivamente contestato la pericolosa situazione al Comune, ma siamo certi che Lei vorrà accertarsene e provvedere -seduta stante – ad eliminare quello scandalo a cielo aperto. Magari prelevando il denaro dallo stanziamento per le feste natalizie. Non vorremmo che, alla fine, si accusassero il Natale, il Capodanno e l’Epifania per abuso di potere per aver sottratto alle esigenze civiche e di salute pubblica fondi destinati alla gloriose feste nell’isola pedonale. Sarebbe come rievocare la politica dei Romani antichi: date al popolo “panem et circenses”: ossia, fateli divertire e dimenticheranno tutto il brutto mondo in cui vivono.

 

26 Ottobre, 2026 - Nessun Commento

L’IMPROVVISA SCOMPARSA DI LUCIANO MARETTO, FOTOGRAFO

Latina comincia a denunciare i suoi limiti di Città, almeno per quanto mi riguarda. A luglio di quest’anno è deceduto a Latina il fotografo Luciano Maretto. Aveva il suo esercizio nella Circonvallazione, piazzale Gorizia, sotto la Ditta Foto Luciano, a poca distanza dalla chiesa di Santa Maria Goretti. E’ stato uno dei fotografi di grido de Il Messaggero anni Sessanta del Novecento, quando, giovanissimo,  si è distinto per tutta una serie di servizi fotografici, di cronaca, di inchiesta, di commento alla società dell’epoca. Aveva sostituito il leggendario Foto Mario nella Redazione di Latina, che all’epoca dirigevo. Giovane e pieno d’iniziativa non si limitava ad eseguire gli scatti che gli venivano chiesti – e che egli, da vero fotografo, interpretava dandogli la sua impronta – ma era egli stesso “giornalista” quando gli capitava a tiro di macchina fotografica un oggetto, una situazione peculiare, uno spunto degno di essere segnalato al Giornale e al suo pubblico di lettori. Era figlio di Mario  Maretto che era stato negli anni Sessanta presidente della Cassa Mutua Artigiani, prima che questa venisse assorbita dall’Inps. Era la Latina che cercava la propria strada verso lo sviluppo nuovo, con politici  migliori delle generazioni successive, quando   l’artigianato pontino affidato alla direzione di Lucio Zannella. Luciano è stato uno dei primi artigiani-commercianti, con attrezzature moderne, laboratori che preparavano le foto da mandare a Roma in pochi minuti, in tempo per prendere le nostre buste “fuori sacco” che venivano portate a mano in stazione e consegnate all’apposito vagone postale per la consegna al corriere de Il Messaggero. Poi vennero le telex, e i mezzi di trasmissione volavano via etere. Mario Moretto, a sua volta, era uno di quei signori sempre distinti e in ordine, abituato per la carica ad avere contatti con politici e tecnici, e a far marciare la sua Cassa Mutua. Aveva trasmesso al figlio Luciano  uno spirito di simpatia  di semplicità, oltre a una rigorosa severità per la professione interpretata come storia di una Città in crescita. Luciano Maretto è morto in tre giorni, prostrato da un malessere improvviso e micidiale. Questo è un ricordo personale di un suo amico, oltre che collega nel giornalismo quotidiano, che aveva saputo apprezzarlo, tanto da rimanergli amico anche quando avevamo entrambi lasciato Il Messaggero, un “secolo” fa. Un amico che non ho potuto onorarlo in morte, perché questa Città ha perduto le antiche radici, le familiarità, le vicinanze ed è rimasta silenziosa nella morte di un suo Cittadino meritevole. Riposa in Pace, caro Luciano.

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