19 Ottobre, 2026 - Nessun Commento

FORMIA. UN MONUMENTO PER LA SALVAGUARDIA DELLA NATURA

Nella piazza del lungomare di Santo Janni a Formia, è stata inaugurata la scultura monumentale “Il Dado della Terra”, opera dell’architetto Salvatore Ciccone ispirata al piccolo cubo del’artista statunitense John Mundell The Earth Cube contenente  messaggi ecologici. A sua volta il cubo di Mundell si ispira al Dado dell’Amore di Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolarini. L’opera formiana nasce dal locale gruppo del Movimento dei Focolairni,ed è stata  finanziata dagli aderenti al Movimento e da sponsor e accolta dall’Amministrazione civica nella piazza  di Santo Janni, rinnovata e aperta nel luglio scorso nella Festa della Bandiera Blu assegnata per il secondo anno a Formia. La manifestazione ha avuto una larga partecipazione della cittadinanza, condividendo le necessità ambientali soprattutto con gli studenti delle scuole, delle quali alcune rappresentanze hanno esposto saggi su temi di salvaguardia della Natura.  Tra gli intervenuti Paola Bastoni, esponente del Movimento dei Focolarini, il sindaco di Formia Gianluca Taddeo e l’Assessora alla Cultura Luigia Bonelli., la manifestazione è stata arricchita dall’esposizione di John Mundell, appositamente venuto dagli Stati Uniti con la moglie Julie, che ha esposto le sue teorie raffigurate nel suo Dado, ricevendo dal Sindaco una targa ricordo dell’evento.

Il monumento è stato progettato dall’ architetto Salvatore Ciccone e realizzato nella sua entità geometrica di esaedro, in una struttura in ferro come caratteristica scultura con la collaborazione artistico-artigianale di Antonio Assaiante di Itri, per le parti in ferro; di Antonello Filosa, nel suo laboratorio “La Meridiana” in Formia, per le facce illustrate su piastrelle di ceramica dipinta a mano; e da Luca Pignatiello di Gaet, per  l’incollaggio e le finiture generali.  L’opera, collocata al centro di un’ampia aiuola circolare, vuole essere un messaggio per la salvaguardia della Natura, con  il ferro e il colore ruggine della struttura, e con  la ceramica multi cromatica  che richiama i quattro elementi, fuoco, terra, acqua, aria, formanti ogni corpo fin dall’antica filosofia greca.  Il  monumento di Formia è prototipo nel mondo, autorizzato da Mundell anche per repliche in altri luoghi.

 

14 Ottobre, 2026 - Nessun Commento

Latina la “città delle acque”. E delle piogge che la  allagano

Ricordate li vecchio quesito al quale è difficilissimo rispondere: è nato prima l’uovo o prima la gallina? Bene, le recenti piogge che hanno rotto settimane di secca anche a Latina, hanno richiamato alla memoria di chi a Latina ci vive la vecchia definizione che della nostra Città ne dette il povero architetto Paolo Portoghesi: la “città delle acque.” Quelle acque si riferivano alla palude dalla quale è sorta Latina, e dai canali, rii, corsi d’acqua che tuttora la connotano in varie zone del comprensorio.

Quelle due cose (l’uovo e la gallina e la città delle acque) sono ampiamente tornate di moda dopo le secchiate d’acqua che il cielo ci ha donato accompagnandole con formidabili tuoni che ci hanno svegliato di notte e costretti a non uscire di giorno. A proposito di uscire o non uscire: farlo sarebbe stato un azzardo perché la Città è rimasta vittima di allagamenti in diverse zone, e a vere e proprie lagune in corrispondenza dei marciapiedi. Un fenomeno ormai familiare a chi vive da queste parti. Ne sono scaturite polemiche tra cittadini e amministratori comunali. Le orecchie hanno fischiato molto alle orecchie dell’assessore all’ambiente, titolare dell’incarico di garantire l pulizia della Città, e di tutto ciò che dalla pulizia dipende. Perché sull’Assessore (ma anche su  tutta la Giunta comunale che è collegialmente responsabile, e sul Sindaco in primis, che dirige la Giunta)  sono piovute critiche e accuse . L’Assessore, per la verità, si è difeso: colpa delle caditoie ostruite dalle tonnellate di foglie secche che giacciono da più mesi sui marciapiedi e che sono state trascinate dalle acque torrentizie a intasare la caditoie. “Abbiamo oltre mille caditoie”, si è difeso l’Assessore “e pulirle tutte costa più di un milione di euro”. Ma pulirle è un compito che riguarda proprio lui per l’incarico che ha assunto liberamente. Ha insistito :”Gli spazzini (che, detto tra noi, servono solo a pulire l’isola pedonale con particolare riguardo per gli spazi occupati dai bar e loro dehors) fanno parte del servizio pulizia urbana. E qui cadiamo nell’altro guaio:  Embeh? Gli spazzini spazzano le foglie giacenti da mesi e mesi dappertutto nella Città (ormai detta “delle foglie morte”) . Ed è responsabilità dell’Assessore (e della Giunta, in testa il Sindaco) assicurare che svolgano la loro professione. Insomma, le scuse non possono scendere in campo, perché l’unico beneficio di quelle piogge è andato al Parco Falcone e Borsellino che, invece, di acqua ne vede poca. Assessore: è suo compito trovare i soldi e assicurare ilo servizio, altrimenti varrebbe la pena trasferirsi a Venezia durante gli inverni piovosi: e Lei perderebbe il posto.

13 Agosto, 2026 - Nessun Commento

GIARDINETTI: LE SEDIE NUOVE LASCIATE CUOCERE AL SOLE E L’AIUOLA GIA’ ESSICCATA

Altre due “perle” dai Giardinetti appena inaugurati: sabato scorso, 8 luglio, fu organizzata una serata in ricordo di Antonio Pennacchi, con palcoscenico, grandi discorsi di auto-presentazione della Sindaca, di un paio di assessori, di un giornalista, di amici e anche di Gianni Pennacchi, figlio dello scrittore, l’unico a dire qualcosa di concreto e in poche parole. A festa finita le sedie (appena comprate)  sono state smontate e accatastate ai piedi del palcoscenico. Sedie nuove. Le ho trovate ancora là, esposte al feroce sole di questa estate, a far cuocere la plastica di cui sono fatte, ulteriore costo aggiunto a quella cifra spropositata di circa 6,5 milioni di euro che è costato il “restauro” dei Giardinetti.

Di più: poco più in là delle sedie in cottura c’è una delle aiuole del giardino  appena “restaurato”: potete  vedere dalla foto che la aiuola appena impiantata è per più della metà già bruciata dal sole.    Un altro raffinato tocco in omaggio al “restauro” dei costosissimi Giardinetti. Tutto questo perché, e come?

 

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