13 Agosto, 2026 - Nessun Commento

GIARDINETTI: LE SEDIE NUOVE LASCIATE CUOCERE AL SOLE E L’AIUOLA GIA’ ESSICCATA

Altre due “perle” dai Giardinetti appena inaugurati: sabato scorso, 8 luglio, fu organizzata una serata in ricordo di Antonio Pennacchi, con palcoscenico, grandi discorsi di auto-presentazione della Sindaca, di un paio di assessori, di un giornalista, di amici e anche di Gianni Pennacchi, figlio dello scrittore, l’unico a dire qualcosa di concreto e in poche parole. A festa finita le sedie (appena comprate)  sono state smontate e accatastate ai piedi del palcoscenico. Sedie nuove. Le ho trovate ancora là, esposte al feroce sole di questa estate, a far cuocere la plastica di cui sono fatte, ulteriore costo aggiunto a quella cifra spropositata di circa 6,5 milioni di euro che è costato il “restauro” dei Giardinetti.

Di più: poco più in là delle sedie in cottura c’è una delle aiuole del giardino  appena “restaurato”: potete  vedere dalla foto che la aiuola appena impiantata è per più della metà già bruciata dal sole.    Un altro raffinato tocco in omaggio al “restauro” dei costosissimi Giardinetti. Tutto questo perché, e come?

 

11 Agosto, 2026 - Nessun Commento

DOPO  I “GIARDINETTI” VOGLIONO INGABBIARE ANCHE IL FUTURISTA PALAZZO DELLE POSTE?

Dopo l’ inaugurazione farsa (pardon: dopo l’inaugurazione falsa) dei “Giardinetti (un’opera pubblica costata quasi 6 milioni di euro e che avrebbe dovuto essere riconsegnata nel 2024), si è affacciata  sul palcoscenico di quel “teatro” che è diventata la gestione della Città,  una nuova ridicola richiesta. L’ha fatta la Società Poste Italiane (postale, finanziaria e assicurativa, cioè quasi un ente privato) . Ha avuto il coraggio di presentare al Comune di Latina  un progetto per “ingabbiare” il prestigioso (nonostante un già avvenuto scempio consumato da   Poste Italiane) a danno di un edificio futurista delle Poste provinciali progettato dall’architetto roveretano Angiolo Mazzoni, e considerato un capolavoro del Futurismo.

Poste Italiane, anziché presentare un progetto per eliminare lo scatolone di cemento armato, informe, con il quale abbatté sessanta anni fa la famosa scala dello tesso palazzo, scempiandolo, si è proposta di ingabbiare il Palazzo stesso dentro una ringhiera che incamera un ampio tratto del marciapiede lato piazza dei Bonificatori  e imbruttisce senza alcuna utilità ciò che resta del Palazzo.

A leggere i giornali, Poste Italiane avrebbe presentato al Comune  il progetto già con il parere favorevole del Ministero della Cultura (che avrebbe dovuto, invece, dire la parola finale e non esporsi in un assenso che precede anche quello della Città): una procedura che sembra voler dire: i padroni siamo noi e voi siete dei poveracci che debbono solo dire di sì.

A questo proposito l’architetto Ugo De Angelis, uno dei pochi che si occupano per vocazione di difendere l’assetto “antico” della Città , ha commentato così: “Sembra uno scherzo di cattivo gusto!, Questa è diventata la città degli steccati!” (dopo le famose,  odiose e inutili inferriate dei “Giardinetti). Per difenderci non so da chi! Certi sono talmente ossessionati che ne metterebbero uno anche intorno alla città, con quattro porte e ponti levatoi. Certo, allo scempio e al ridicolo non c’è mai fine!.”

Staremo a vedere cosa ne pensa il Comune attraverso la sua Commissione Cultura, la Giunta, il Consiglio e cosa ne pensa l’Ordine degli Architetti di Latina, che è ente pubblico che si fregia anche dei seguenti aggettivi: “ pianificatore, paesaggista e conservatore dei beni culturali “.

L’ossessione della sicurezza renderà forse l’edificio di Angiolo Mazzoni come una qualsiasi “casa da ringhiera” milanese?

 

18 Luglio, 2026 - Nessun Commento

Un “fiore” Enel Sul marciapiedi

Da oltre un mese è “fiorito” su un marciapiedi di Viale dello Statuto, un fiore molto curioso: è un tubo corrugato, esito del fallito tentativo di piantare una cabina elettrica in piazza Bruno Buozzi. Dettaglio da evidenziare: mentre il cavo a lato della nuova e maestosa Farmacia Travagliati è stato correttamente interrato rimuovendo le mattonelle copri-marciapiedi e poi reinserendole al loro posto, il “fiore” in corrugato piantato davanti la Blu Banca ha scassato le mattonelle senza ricomporle. È una nuova tecnica Enel, trattando il marciapiedi, sistemato dal Comune solo un anno fa, in modo diverso. Tanto il Comune non si ribellerà mai. E neppure dà segni di essersene accorto.

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