14 ottobre, 2021 - Nessun Commento

UNA MINORANZA DI PREPOTENTI PUO’ PREVALERE SU UNA MAGGIORANZA?

Appartengo alla generazione che ha subito la tortura della guerra, le sue paure, le sue ansie perenni, i pidocchi, la fame (una immensa, continua, insostenibile fame), il terrore delle esplosioni delle bombe, delle case devastate e ridotte in cumuli di macerie, del freddo, della precarietà. Eppure nessuno ci ha detto che ci avevano rubato due anni di puerizia o di adolescenza. Non appartengo alla generazione di coloro che hanno subito meno di due anni di confinamento (lo chiamano lockdown, ma significa confinamento, lontananza da altri), ma che hanno potuto mangiare e dormire regolarmente e in un letto (almeno nella maggioranza dei casi), che hanno avuto il conforto dei genitori, che hanno continuato a usare i loro dispositivi elettronici, a parlare o giocare coi loro smart phone, a chattare con gli amici, a guardare la televisione. Eppure di questi si lamenta il furto di due anni di giovinezza a causa del Covid. E per loro sono tutti in ansia a causa delle ripercussioni psicologiche che lo stare in casa al sicuro avrebbe loro provocato. Appartengo ad una generazione che nel dopoguerra ha giocato con le matite esplosive, le bombe abbandonate nei campi, le mine che facevano saltare in aria anche giocando nell’aia del podere, o sull’argine di un fosso dove andavamo a bagnarci i piedi.

Appartengo alla generazione dei bambini, ragazzi e adulti che, passata la guerra, hanno vaccinato contro la poliomielite che seminava gambe rattrappite, paralisi di arti, alterazioni psichiche, danni irreparabili: nessuno di noi si sognava di esprimere un parere contro il vaccino. Ce lo facevano e basta., E i nostri genitori lo desideravano e protestavano se non riuscivamo ad averlo in tempo. La generazione che hanno vaccinato contro il vaiolo, e che esponeva le braccia smagrite dalla mancanza di cibo, ma che lo faceva perché i nostri genitori ci dicevano che saremmo stati sicuri. E lo siamo stati. E noi prendevamo in giro i nostri coetanei che non potevano esporre le due orribili cicatrici che i vaccinatori ci procuravano dopo averci tagliuzzato la pelle con i gemi attenuati del vaiolo, che procurava – quello sì – febbre dura e spossatezza e ci condannava ai lettucci di materassi fatti con le foglie del mais, con il crine che pungeva la pelle, con qualsiasi erba capace di attenuare la durezza del dormire. Ci sentivamo fieri di essere stati vaccinati, ed esponevamo le nostre braccine in segno di orgoglio. E abbiamo ancoraquelle cicatrici.

Oggi il Covid ha fatto strage di morti in Italia (quasi 130 mila!), ma la Scienza ha trovato il vaccino in pochi mesi, contro gli anni che Sabin impiegò per “inventarlo”cotro la polio; eppure tra le persone delle generazioni che sono cresciute nel dopoguerra si trovano coloro che contestano il vaccino; che si ribellano se per essere ammessi a svolgere la vita lavorativa e ordinaria gli viene imposto l’obbligo di un green pass; che sollevano moti di piazza, che minacciano estorsioni economiche sotto forma di blocchi di settori della ricchezza nazionale perché non vogliono vaccinarsi, non vogliono proteggere sé e gli altri, “non si fidano della Scienza” pur non sapendo nulla di Scienza; che si permettono di chiamare il vaccino una truffa (me lo ha detto un medico, ma almeno si era vaccinato) o una speculazione da Big Pharma (e ci sta pure quest’ultima) , ma non pensano che in un anno la pandemìa è stata respinta e nei Paesi “evoluti” l’hanno quasi debellata.

No, questi privilegiati dalla sorte (non hanno conosciuto la guerra né la malattia), questi speculatori della protezione altrui (dei già vaccinati) pretendono di non adempiere al dovere civico di vaccinarsi, non vogliono pagare alcun pegno, un tampone, un green pass e vogliono continuare, da perfetti prepotenti e ignoranti, a contestare la Scienza. E stanno causando moti e sommosse sfruttate da miserabili “politici” per fare casìno e seminare paura e disordini in una vita che sta ridiventando normale.

Sono una minoranza, meno del 20% della popolazione italiana. Come è possibile che un 20% voglia sopraffare un 80%? E invocano la democrazia. Come è possibile questo stravolgimento della vera Democrazia e del quieto vivere? Ma perché il Governo non rende obbligatorio il vaccino contro il Covid, come fu fatto per la poliomielite e per il vaiolo e per chissà quante altre malattie? Non ci facciamo togliere il diritto di maggioranza che abbiamo conquistato con la nostra saggezza di soggetti vaccinati. Non cediamo a questa ignobile prepotenza e a questi altrettanto ignobili ricatti di una minoranza ignorante e prepotente. Esercitiamo il diritto alla salute che appartiene alla nostra maggioranza. Ignoriamoli. Ed ignoriamo i politici che per mero vantaggio di parte li aiutano a resistere.

7 ottobre, 2021 - Nessun Commento

LA STRAGE DI TRIVIO DEL NOVEMBRE 1943: UNA NUOVA TESTIMONIANZA “ESTERNA”

Il 26 novembre del 1943 veniva consumata sulla montagna di Formia quella che ormai viene comunemente chiamata “strage della Costarella”.
Vi rimasero uccisi otto uomini  che avevano tentato di sottrarsi al reclutamento obbligatorio della Flak, fuggendo sull’erta alle spalle di Trivio e Maranola Inseguiti, catturati  e radunati su uno slargo gli otto sfortunati fuggitivi vennero assassinati a colpi di mitraglietta. Circa l’unità germanica che si rese responsabile della strage, lo storico tedesco Lutz Klinkhammer, dell’Ufficio Storico Germanico di Roma ritiene, consultando il data base dell’Istituto, che a sparare furono i soldati della Wehrmacht e non le SS (almeno per una volta). Klinkhammer, in una lettera a Lorenzo Tonioli , scrive testualmente: “ Il database dell’Istituto sulla presenza militare
tedesca in Italia non è completo, però mi sembra abbastanza improbabile una presenza (a Formia e Trivio, n.d.r.) delle SS armate, visto che la banca dati registra non solo la 1a Batteria del 49° Reggimento Flak e la 90ma divisione granatieri corazzati, ma soprattutto la 94ma divisione di fanteria che era presente anche a Trivio e a Maranola. Quindi mi pare abbastanza plausibile che fosse quella unità (la 94°, n.d.r.) ad effettuare il rastrellamento degli uomini da adibire al lavoro coatto in Germania e la conseguente strage di quelli che cercarono di sfuggire all’arresto”.

Acquisite ormai queste notizie, è capitato, sempre grazie a Lorenzo Tonioli, di imbattersi in un articolo sul giornale “Il Quotidiano” del 19 settembre scorso, che racconta di un marinaio italiano che ebbe a trovarsi sbandato subito dopo l’8 settembre 1943 (proclamazione dell’armistizio dell’Italia con le Forze Alleate).  Si tratta di Nicola Chiusano, nato a Montella (Avellino), che fu partecipe di diverse disavventure post-armistizio, e che fu testimone di diversi avvenimenti. Chiusano è morto nel 2013, ma ha avuto il tempo anche di ricordare di essere stato presente alla strage di Trivio (Formia) o della Costarella, di cui ricorda tutti i nomi degli assassinati. Nella
sua marcia di avvicinamento al suo paese, Montella, l’irpino reca sostanzialmente questa testimonianza, ma essa vale – se pure ce ne fosse stato bisogno – a confermare con gli occhi di un “esterno” la  effettività dell’eccidio strage e delle circostanze in cui esso maturò, al di là e al di fuori di eventuali (e mai dimostrate) esagerazioni o di equivoci sulle cause. La testimonianza riportata da “Il Quotidiano” proviene dall’Archivio storico di Benedetto Petrone, tale riportato dal giornale.

3 ottobre, 2021 - Nessun Commento

EVVIVA I VACCINI

WhatsApp Image 2021-10-01 at 10.44.46Sono stato tra i primi a ricevere la terza dose del vaccino anti Covid 19. Le prime due le ricevetti a Formia, questa al grande Hub della ex Rossi Sud. Convocato alle ore 8, chiamato alla inoculazione una trentina di minuti dopo. Tutto perfetto, la Croce Rossa ha accumulato un altro merito (non per me, ma per le migliaia di persone che come me hanno ricevuta la terza dose). C’è stata qualche lieve sbavatura, ma parlare di sbavature a noi Italiani equivale ad appuntare una medaglia al valore.
Grazie alla Regione Lazio (la più rapida e perfetta e partire con le terze dosi), grazie alla Asl di Latina, grazie alla Croce Rossa e grazie ai volontari civili che si sono sottomessi alle grida, alle proteste, alle recriminazioni di noi Italiani, in fila, ma incapaci di rispettare la fila. Noi vogliamo sapere tutto e subito. Con impazienza. E non perdoniamo le sbavature. Soprattutto, non le perdoniamo a bassa voce. E nelle altre Regioni aspettano ancora di essere convocati.

 

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