La brutta storia della “casina” sorta per un miracolo edilizio nella piazza Bruno Buozzi ( una delle piazze iconiche di Latina, coperta da vincolo storico come i palazzi che la perimetrano, il Tribunale e i due blocchi dei palazzi Ina) non ha scosso gli animi. Gli Amministratori se la sono cavata così: non ne sapevamo niente. Come i bambini. Malgrado almeno due importanti Consiglieri di maggioranza risiedano nel quartiere e per spostarsi debbano necessariamente attraversare la piazza. Ma neppure la opposizione ha trovato nulla da ridire. Bocca serrata, silenzio assoluto. Ma che c’è dietro questa cattiva storia?
E non è finita. Ora è spuntata fuori anche una seconda “casina” elettrica. Si trova sul lato opposto della stessa piazza Buozzi. Ma stavolta l’hanno collocata sull’unica aiuola verde, mimetizzata dalle foglie di due vigorosi e meravigliosi alberi. Anche di questa l’Amministrazione non sa nulla? Essa è stata costruita (meglio: impiantata) alla piena vista di tutti: tanti camion a manovrare, dopo avere occupato quella parte di parcheggio; costruzione di un nuovo marciapiede (tutto nero di catrame), chiusura di un pezzo di strada e sua sostituzione con quel marciapiede nero catrame; lavori durati alcuni giorni di cui nessuno ha detto nulla (quindi, tutto legittimo?).
Possibile che alterare la planimetria e le volumetrie di una piazza di fondazione non interessi proprio nessuno? E possibile che il Comune non si sia neppure accorto che sul marciapiedi sud di viale dello Statuto è spuntata una strana pianta fatta di un tubo flessibile portafili, alto circa un metro, impachettato nel cellophane e davanti a una banca?
Chi scrive è un illuso, ma ci prova. Prova a capire cosa stia accadendo, e lo vorrebbe conoscere da una dichiarazione ufficiale, magari dalla dottoressa Matilde Celentano, Sindaca di Latina, che non manca di far conoscere tutte le mosse che fa, grazie ad un efficiente ufficio-stampa. Dottoressa, ci faccia sapere qualcosa anche di piazza Bruno Buozzi. Grazie.