26 Ottobre, 2026 - Nessun Commento

L’IMPROVVISA SCOMPARSA DI LUCIANO MARETTO, FOTOGRAFO

Latina comincia a denunciare i suoi limiti di Città, almeno per quanto mi riguarda. A luglio di quest’anno è deceduto a Latina il fotografo Luciano Maretto. Aveva il suo esercizio nella Circonvallazione, piazzale Gorizia, sotto la Ditta Foto Luciano, a poca distanza dalla chiesa di Santa Maria Goretti. E’ stato uno dei fotografi di grido de Il Messaggero anni Sessanta del Novecento, quando, giovanissimo,  si è distinto per tutta una serie di servizi fotografici, di cronaca, di inchiesta, di commento alla società dell’epoca. Aveva sostituito il leggendario Foto Mario nella Redazione di Latina, che all’epoca dirigevo. Giovane e pieno d’iniziativa non si limitava ad eseguire gli scatti che gli venivano chiesti – e che egli, da vero fotografo, interpretava dandogli la sua impronta – ma era egli stesso “giornalista” quando gli capitava a tiro di macchina fotografica un oggetto, una situazione peculiare, uno spunto degno di essere segnalato al Giornale e al suo pubblico di lettori. Era figlio di Mario  Maretto che era stato negli anni Sessanta presidente della Cassa Mutua Artigiani, prima che questa venisse assorbita dall’Inps. Era la Latina che cercava la propria strada verso lo sviluppo nuovo, con politici  migliori delle generazioni successive, quando   l’artigianato pontino affidato alla direzione di Lucio Zannella. Luciano è stato uno dei primi artigiani-commercianti, con attrezzature moderne, laboratori che preparavano le foto da mandare a Roma in pochi minuti, in tempo per prendere le nostre buste “fuori sacco” che venivano portate a mano in stazione e consegnate all’apposito vagone postale per la consegna al corriere de Il Messaggero. Poi vennero le telex, e i mezzi di trasmissione volavano via etere. Mario Moretto, a sua volta, era uno di quei signori sempre distinti e in ordine, abituato per la carica ad avere contatti con politici e tecnici, e a far marciare la sua Cassa Mutua. Aveva trasmesso al figlio Luciano  uno spirito di simpatia  di semplicità, oltre a una rigorosa severità per la professione interpretata come storia di una Città in crescita. Luciano Maretto è morto in tre giorni, prostrato da un malessere improvviso e micidiale. Questo è un ricordo personale di un suo amico, oltre che collega nel giornalismo quotidiano, che aveva saputo apprezzarlo, tanto da rimanergli amico anche quando avevamo entrambi lasciato Il Messaggero, un “secolo” fa. Un amico che non ho potuto onorarlo in morte, perché questa Città ha perduto le antiche radici, le familiarità, le vicinanze ed è rimasta silenziosa nella morte di un suo Cittadino meritevole. Riposa in Pace, caro Luciano.

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