24 aprile, 2021 - Nessun Commento

PER UN’ORA DI PIU’
MA NE VALE LA PENA?

Siamo un popolo strano. A volte viene da pensare che siamo anche un po’ pazzi. O nevrastenici. Il signor Salvini, senatore della Repubblica, non è un aperturista, è un rialzista o un rilanciatore, come quelli che a poker vogliono incutere rispetto all’avversario rilanciando continuamente la posta. Poi, quando vanno a “vedere”, si scopre il bluff. Il senatore Salvini pensa di mettere in difficoltà il Governo Draghi, in cui si è inserito rispondendo, sì, all’appello del Presidente della Repubblica, ma con il rivelato scopo di fare il mattatore, senza correre rischi. E rilancia continuamente sulle aperture delle attività. Il Governo decide su precise indicazioni degli Scienziati del CTS (chiamiamoli con la lettera maiuscola, anche se a volte non l’hanno meritata, alla luce dei fatti): decide di riaprire quello che è ancora rischioso riaprire (sia pure con rischio calcolato, come dice Draghi), e Salvini che fa?, rilancia: no. voglio anche il coprifuoco spostato di un’ora. Chi ha visitato un po’ di Paesi esteri sa che quasi dappertutto la sera là comincia alle 7. Le prenotazioni in ristorante non debbono avvenire per forza di notte. Si mangia bene anche alle prime luci della sera. E allora anticipate la cena e non ritardate il “coprifuoco” per coprire con la complicità del buio le imprudenze che anche centinaia di ragazzi e ragazzini ogni sera compiono a Latina, impadronendosi di piazze e slarghi e imponendo la loro forza numerica, in nome dello Spritz. Guardiamo agli esempi concreti: la Sardegna ha celebrato il suo trionfo di isola virtuosa guadagnandosi circa un mese fa – unica Regione in Italia – il colore “bianco” della pandemia. Era convinta di avere ucciso il virus. Oggi è l’unica Regione italiana col colore rosso, perché in pochi giorni ha ridato vita ai circuiti del virus. Giusta punizione o giusto esempio? Meglio il secondo. E la Germania? Aveva vaccinato un sacco di gente e aveva riaperto. Adesso si ritrova come un mese fa. Ma Salvini non ci pensa. E per un’ora in più di libertà notturna vuole ridare vita al virus e mettere in crisi il Governo. Sono cose sagge? Dice: ma anche le Regioni governate dal Pd chiedono le ore 23: le Regioni farebbero meglio a tacere. Hanno dimostrato di essere inaffidabili, disorganizzate, spendaccione, chiacchierone. Forse la migliore riforma sarebbe quella di sostituirle con qualcos’altro. Soldi risparmiati (tanti) e problemi semplificati. Sono centralista? Con queste Regioni lo sono. Ho vissuto per oltre trent’anni dalla periferia di un ente pubblico provinciale tutti i problemi, le piccole sopraffazioni, la presunzione di chi “comanda” dal centro. So di cosa parlo. Conclusione: stiamo calmi, andiamo avanti con buonsenso e con pacatezza. E fidiamoci di un uomo che si è affermato nel mondo. Si chiama Draghi.

 

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