Nessun Commento PANEM ET CIRCENSES
Il Natale si avvicina, e la città di Latina giace ancora sotto un’immonda coltre di schifezze. Colpa di chi? A leggere i giornali la colpa risale (alcuni mesi fa) a due Soggetti comunali, rappresentativi (???), che non erano d’accordo su come trattare il bilancio della società “comunale” chiamata ABC e incaricata di provvedere a rimuovere la spazzatura quotidiana e a mantenere la Città capoluogo in dignitose condizioni di pulizia. Quei due Signori hanno battibeccato per alcuni mesi e la Città ne ha risentito al punto da vergognarci (e di sprofondare verso il basso della classifica delle “città italiane virtuose: poco virtuose). Oltre all’enorme cumulo di foglie che risalgono ormai ad alcune ventolate fa (almeno due anni). E le foglie, si sa, quando sono feuilles mortes, perdono tutto il loro fascino alla Gilbert Becaud o alla Edith Piaf e diventano dei crudeli tappi per le caditoie urbane, provocando l’allagamento di molte parti di Latina.
Ora pare che la pace sia stata raggiunta tra i due Competitors ma da giorni ABC non dà segni di resurrezione. E Latina marcisce nei propri rifiuti.
Così come le strade urbane (a partire dalla Circonvallazione) sono diventate percorsi rurali, pieni di buche, di toppe, e di una indisciplina stradale da far west), e come i marciapiedi, autentici attentati alla incolumità degli utenti, o come il caotico traffico causato dalla pressoché totale mancanza di Vigili Urbani, assenti dalle varie zone (un tempo si promettevano i Vigili di Quartiere, bei sogni).
Cattivi maestri fanno pessimi allievi. E gli allievi continuano a comportarsi come autentici sporcaccioni, lasciando in strada persino le vetrine di negozi, specchi, mobili interi, motori di condizionatori d’aria e quanto la fantasia (malefica) suggerisce a questi pessimi ex-cittadini.
Ma finalmente il Comune sta dando segni di risveglio: infatti è stata montata sulla bella Piazza del Popolo persino una pista gelata per imitare gli stadi canadesi; persino una ruota altra trenta (?) metri, per ammirare la Città dall’alto (e non farle vedere la sporcizia che la copre), persino un alberone di Natale (ereditato con la pista gelata dalla precedente amministrazione), persino le casette di legno “modello Bolzano” o modello la vicina Val Gardena.
E così facciamo anche cultura: in fondo così anche gli antichi Romani facevano nei confronti della plebe di quei tempi. La Città (e i governanti) latitavano? E diamole un po’ di pane in più. La Città non è la “capitale della cultura”?. E diamole un po’ di spettacoli al Colosseo. Panem et circenses: un po’ di pane e spettacoli da circo.
E così Latina si appresta a festeggiare il Natale.
